Voto

9

Un inconfondibile austero accento tedesco introduce l’ultimo documentario di Werner Herzog e guida lo spettatore nei dieci capitoli di questo viaggio dantesco, inoltrandosi nelle profondità più oscure della nuova dimensione ultraterrena: internet.

Con la sua macchina da presa rigida e precisa, Herzog si avventura in una realtà talmente diffusa da essere ormai data per scontata, ma i cui angoli rimangono sconosciuti anche a chi se ne serve quotidianamente. Il regista tedesco conosce il mondo del web, ma il suo farne un uso limitato lo rende un esploratore curioso e inquisitorio, dubbioso e dichiaratamente impreparato, punto di vista necessario alla realizzazione di un capolavoro documentaristico. La ricchezza di Lo and behold – Internet: il futuro è oggi risiede proprio nella scelta di affrontare il mondo di internet con uno spirito di approfondimento che non tralascia nulla né si accontenta della superficie, riuscendo a raggiungere la sede di Lucifero con un’andatura morbida e alla portata di tutti, anche e soprattutto nei momenti dall’alto contenuto tecnico.

Dalle origini di internet nella stanza 3420 dell’UCLA di Los Angeles all’ipersensibilità elettromagnetica, passando per i progetti di vita su Marte e i centri di recupero per dipendenza da videogame, la narrazione di Virgilio-Herzog si aggira costantemente sul filo dell’ironia e della diffidenza, priva però di anacronistici moralismi e di sterili apologie degli strumenti del passato. Il futuro è oggi, ma è anche domani. Il progresso è inarrestabile e fuori controllo: appurato che il rifiuto di servirsi di internet è assolutamente insensato e inutile, l’invito di Herzog è quello di farne un uso moderato, controllato e intelligente che non sfoci mai nella dipendenza. Se internet dovesse smettere di funzionare all’improvviso, l’uomo che cosa farebbe? Sarebbe in grado di sopravvivere?

Benedetta Pini