Dopo sette anni di assenza dall’Italia, torna con il nuovo disco Jack Tatum, mente e corpo dei Wild Nothing, per alcune date in giro per lo stivale. Un concerto assolutamente da non perdere.

Quarta fatica della band pubblicata la scorsa estate, Indigo ci riporta alla freschezza di quelle note suonate ormai dieci anni fa in Gemini, trasformando le atmosfere sospese e sognanti degli esordi in un lavoro maturo, incentrato soprattutto sulle tecniche di registrazione per ottenere un disco dal sapore eighties hi-fi.

Santeria è colma di un pubblico appassionato e attento, pronto a godersi la set-list di sedici brani ben scelti dai nostri. La band di Tatum sembra muoversi agilmente nell’esecuzione dei pezzi più datati, mentre risulta un po’ artificiosa e solenne l’esecuzione dei brani di Indigo. Godibilissimi i singoli Letting Go e Partners In Motion, tra note di sax e synth.

I suoni sono ricchi, precisi e sfumati al punto giusto. L’etichetta dream-pop non potrebbe descrivere meglio il mood del concerto. La massima suggestione e i picchi più amarcord incombono irruenti durante il finale, tra magnifiche linee di basso semplici e ridondanti che donano subito all’atmosfera una ventata di freschezza stile duemilasette. Shadow in chiusura ci ricorda fino all’ultimo istante di come “la musica indie” dei Wild Nothing e degli altri protagonisti di quella meravigliosa annata, era tutta la nostra vita. Ciao nostalgia.

Melania Bisegna