Ieri sera Parioli Sounds ha infranto la quarta parete del Teatro Parioli, trasformando la location in un vero e proprio club dove lo spettatore poteva scegliere liberamente quale parte dello spazio occupare e godersi al meglio lo spettacolo: dalle poltrone agli sgabelli fino a sdraiarsi per terra su un cuscino. La distanza tra il pubblico e gli artisti è stata così azzerata, creando lo spazio ideale per l’esibizione di un musicista narratore come Lucio Corsi. Tutto ciò che c’è da sapere sul giovanissimo cantautore toscano lo potete leggere nella nostra intervista, uscita lo scorso marzo in occasione del lancio del suo ultimo album, Bestiario Musicale.

Dopo aver accompagnato i Baustelle nel loro tour, Lucio Corsi suona finalmente per intero il Bestiario Musicale con una band di artisti dalla grande abilità tecnica (piano elettrico, tastiere, contrabbasso e percussioni) e molto affiatati. Il palco è un tripudio di sorrisi ed entusiasmo, di amore per la musica e un po’ di genuino imbarazzo. Lucio Corsi narra cantando, rapisce il pubblico e lo trasporta nei luoghi fatati delle sue storie fantasiose e bizzarre, coinvolgendo anche gli spettatori più piccoli – in platea non mancavano famiglie con bambini – in un viaggio allegorico nella sua Maremma, rassicurante ambientazione di molti dei suoi racconti.

Se è sempre difficile veder scomparire dietro le quinte i musicisti dopo un concerto, lo è anche per lo stesso Lucio Corsi, che abbandona il suo elegantissimo abito lungo ornato di paillettes per passare a un outfit squisitamente anni ’70 con cui torna a esibirsi, questa volta da solo, chitarra e voce. Tra una battuta impacciata e l’altra, con un fare dolcissimo, regala al pubblico qualche altro brano prima del “vero” bis finale con tutta la band, dando un assaggio del suo prossimo lavoro e riproponendo alcune delle sue canzoni intramontabili.

Benedetta Pini

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