La luce al buio. O meglio, la luce sulle migliori proposte musicali del momento provenienti da tutto il mondo, che non ha bisogno di introduzione. Line up: 10. Organizzazione: 10. Divertimento: 10+.

Venerdì 1 novembre

Zaino in spalla, si parte per Torino. È la soglia del ponte del primo novembre, ma la città intera è già completamente sold out: nessun albergo, nessuna casa ma tanta speranza di incontrare qualche amico che poi diventerà inevitabilmente anche un nuovo compagno di festival. Questo è quello che succede soprattutto a Symposium, nella splendida cornice dall’aria familiare dell’AC Hotel, dove un ricco programma di panel tra il giovedì e il sabato passa in rassegna i temi caldi dell’industria musicale, tra cui il climate change e la gender equality.

Tempo di una cena veloce e si torna di nuovo in zona Lingotto: il fittissimo programma non lascia spazio a troppe pause, musica di qualità assicurata già a partire dalle 21, per tirare avanti fino all’alba. Per fortuna lungo il corridoio di collegamento tra i due stage, sono stati previsti dei comodissimi puff, già dalle 3 tutti occupati da clubber che schiacciano pisolini tra un dj set e l’altro. Due palchi, dicevamo, un gioco di incastri difficile ma necessario: decidere se perdersi tra la folla sotto il crack stage o addentrarsi in quella del light over darkness stage.

Ad aprire il primo, dopo Mana, gli attesissimi 72-Hours post Fight, che da qualche mese stanno attirando l’attenzione degli ascoltatori a suon di chitarre, produzioni rap e funky. Emozionati tanto quanto il pubblico, “è un onore suonare qui, di solito siamo noi dall’altra parte del palco” dicono congedandosi. Un riscaldamento perfetto per una serata appena cominciata. Ore 23.15, James Blake, accompagnato da percussionista e tastierista, sale sul palco e inizia quello che di lì a un paio d’ore sarà uno dei live più emozionanti del festival: canzoni vecchie e nuove, il pubblico le conosce e le canta più o meno tutte; qualcuno muove passi un po’ in disparte, qualcun altro balla con energia.

Photo Credits: Andrea Macchia

Nel frattempo, dopo Let’s Eat Grandma, i Battles portano sull’altro palco il loro rock sperimentale. Giusto il tempo di una birretta e Flume inizia il suo live in pompa magna: visual colossali, spari di fumo dal palco e un dj set che fa l’occhiolino al pubblico più pop, o meglio avant-pop. Sulle casse risuonano i suoi pezzi, intervallati da brani di altri artisti, tra cui una tripletta di Kanye West. Il nostro primo giorno al C2C si chiude con il rock sperimentale dei Black Midi e il set dalle influenze africane di Slickback sul crack stage

Photo Credits: Silvia Violante Rouge

Sabato 2 novembre

Per dormire non c’è molto tempo. Il programma del festival è così fitto di proposte interessanti che si sacrifica volentieri qualche ora di sonno per seguire le conferenze del Symposium. Dalle 22 un altro tuffo nelle buie sale del Lingotto, dove la musica illumina l’atmosfera almeno quanto le potenti strobo del palco. Si sentono i synth dei Desire attraversare il lungo corridoio di ingresso e viene automatico andare subito sotto palco. Un live in continuità con il successivo della band gemella Chromatics, che vede sempre la presenza di Johnny Jewel e Nat Walker.

Photo Credits: Andrea Macchia

Anche il sabato il light over darkness stage offre una programmazione che strizza l’occhio al conosciuto mentre il crack stage si avventura in scenari più inediti. Così sul primo si ha il piacere di sentire il dj set dei Nu Guinea e il live dell’inglese Floating Points, che porta il suo ultimo lavoro Crush; sul secondo ci gustiamo il rock sperimentale dei londinesi The Comet Is Coming e del rapper marocchino Issam. Ma il Club to Club non è l’unico evento ad animare la città questo sabato: c’è anche il derby, che coinvolge tifosi torinesi e non. E Romy (The xx) ne approfitta: sale sul palco sfoggiando la maglia della Juventus e regala al pubblico il suo primo live da solista in Italia.

Photo Credits: Stefano Mattea

L’avant-pop di Sophie ci calamita nuovamente sul crack stage per una performance irriverente che ci colpisce e fa riflettere. Si rivela uno dei migliori act della line up del giorno, insieme all’attesissimo ospite segreto Kode9. Il papà della dubstep infiamma le ultime ore del festival e tiene con i piedi inchiodati al dancefloor anche i clubber più provati. 

Domenica 3 novembre

Questa volta dormiamo ma c’è ancora un ultimo appuntamento imperdibile. Nel pomeriggio, l’ultima birretta a Porta Palazzo di questo intenso weekend di musica ascoltando i set degli Stump Valley e di Napoli Segreta. Salutiamo Torino e il Club to Club con la giusta carica insomma e soprattutto felicissimi di aver trascorso un fine settimana denso di novità e spunti musicali: il festival si è rivelato, ancora una volta, il faro guida nelle proposte di musica live del nostro paese

Gaia Ponzoni e Anna Laura Tiberini