Voto

7.5

L’intrusa, opera seconda di Leonardo di Costanzo presentato alla Quinzaine des Réalisateurs della scorsa edizione del Festival di Cannes, è un film che fa riflettere. Qualità sempre più rara nell’attuale panorama mediale, notoriamente sensazionalista e sempre più smanioso di esibizione, il film di Di Costanzo interroga lo spettatore e si ritira, lasciandolo a bocca asciutta e senza risposte.

Nel contesto di una Napoli caotica e divorata dalla camorra, il centro educativo La Masseria, gestito dalla tenace Giovanna (interpretata dalla danzatrice e performer Raffaella Giordano) rappresenta un porto sicuro per tanti bambini che qui possono divertirsi e riscoprire una sana etica sociale al riparo dalle minacce camorriste. Ma cosa fare se al gruppo di bambini si aggiunge la figlia di un camorrista in carcere? È giusto accoglierla e mettere a repentaglio la sicurezza degli altri bambini aprendo al centro a possibili contaminazioni criminali o è giusto escluderla e condannarla a un futuro buio come quello del padre?

Problematizzando i temi dell’accoglienza e dell’integrazione – sarebbe impossibile non legarli a discorsi sociali più urgenti oggi – il film non inquadra mai direttamente la camorra, ma si sofferma sulle sue velenose propaggini che colpiscono molte famiglie napoletane. Circoscrivendo l’ambiente della narrazione quasi esclusivamente all’istituto di Giovanna, Di Costanzo sfodera la propria esperienza da documentarista e crea un microcosmo estremamente vero e vivo.

Giorgia Maestri

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