Voto

7.5

Gjorce Stavreski è un nome di cui sentiremo molto parlare. L’ingrediente segreto è un film d’esordio travolgente e brillante in cui ogni dettaglio è curatissimo, a partire da una fotografia nitida che gioca con i gialli, i verdi e i grigi per creare atmosfere dense, che conferiscono profondità a ogni inquadratura. Il cantiere dove lavora il protagonista Vele (Blagoj Veselinov), un operaio che non viene pagato da mesi e non riesce più a permettersi le costose medicine per il padre malato di cancro, diventa lo sfondo ideale per la costruzione di una bizzarra crime story dai toni leggeri e dalle tinte decisamente drammatiche.

La chiave della pellicola sta proprio nel contrasto tra lo sviluppo vivace della narrazione e la pesantezza della vita quotidiana dei personaggi, che più volte si abbandona a commenti amareggiati sulla miseria del loro Paese, una Macedonia così stanca e disillusa da non aspettare altro che arrivi qualcuno a salvarla, una guida in cui credere ciecamente. È una critica sociale feroce quella di Stavreski, che parla di un mondo in cui le persone, schiacciate tra la mancanza di denaro e un sistema sanitario sempre più privatizzato ed esclusivo, cerca la salvezza nelle promesse di guaritori fasulli. Una vera conclusione non c’è, e forse non ci sarà mai, eppure il climax finale tiene gli spettatori incollati allo schermo fino all’ultimo secondo per poi strappare ancora una volta un sorriso, catturato con del sano umorismo, che è forse l’unico vero ingrediente segreto della vita.

Clara Sutton