Voto

6.5

Il comedy-drama di Joseph Cedar racconta la vita di Norman, che di incredibile in realtà ha ben poco: nessuno sa chi sia davvero Norman Oppenheimer e come si guadagni da vivere. Presentandosi come consulente finanziario, chi lo incontra pensa sia solo un millantatore che vanta conoscenze e importanti contatti, ed è portato a ignorarlo, se non a compatirlo.

Richard Gere nella resa del personaggio è una piacevole sorpresa: calandosi con convinzione nel ruolo, si trasforma in una macchietta isterica, ansiogena, visivamente fastidiosa e perciò perfettamente riuscita. Norman è, infatti, un uomo intimorito e disorientato, disorganizzato ma caparbio, inadeguato alla vita eppure pronto a tutto per rimanere a galla. La camera a mano enfatizza il senso di stabilità precaria e accompagna il protagonista in un turbinio di (finte) relazioni e interessi, mostrando quanto comportamenti subdoli ed egoistici possano distruggere un’esistenza nel giro di poche ore.

A movimentare un intreccio acerbo e non del tutto convincente è la regia, che punta su espedienti tecnici d’impatto ed evocativi: lo split screen in particolare, sovrapponendo sequenze, personaggi e luoghi, evidenzia i contrasti tra vite opposte e alimenta l’empatia nei confronti di un protagonista sempre più vittima degli eventi.

Anna Magistrelli

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