Voto

7

A due anni dalla scomparsa di Ciro di Marzio dalla serie tv, il controverso personaggio di Gomorra ritorna per raccontare la sua storia, ma questa volta sul grande schermo. Per la regia di Marco D’Amore alias Ciro, già regista di alcuni episodi di Gomorra 4, L’immortale è un viaggio alla scoperta del presente e del passato di uno dei personaggi più amati della serie.

Le inquadrature statiche, la colonna sonora incisiva (che riprende i motivi principali della serie tv) e il protagonista tormentato e toccante fin da bambino costituiscono i punti di forza del film. Il film scorre infatti liscio, senza intoppi, ed è esattamente quello che ci si aspettava di vedere: Ciro è pronto a cominciare una nuova vita tranquilla, ma i fantasmi del passato tornano a tormentarlo. Attraverso una serie di flashback il passato, ambientato negli anni ’80 a Napoli, quando Ciro era un bambino, si intreccia al presente nella fredda e silenziosa Riga.

L’Immortale, l’uomo che in effetti nessuno osa uccidere, prosegue nella lenta evoluzione che nella serie tv l’aveva trasformato da criminale spietato, pronto a sacrificare qualsiasi cosa pur di arrivare in cima, a un uomo che ha perso tutto e non ha ottenuto niente. Ritroviamo così un Ciro Di Marzio coerente con il personaggio che avevamo lasciato nel finale della terza stagione: malinconico, solitario, estremamente umano.

Giulia Crippa