Voto

8

Fino a pochi mesi fa Eternal Atake era molto più vicino all’essere cestinato che a uscire. Lil Uzi Vert, dopo aver recuperato l’account twitter da un hackeraggio durato per oltre un anno, aveva annunciato di avere intenzione di chiudere con la musica e di voler cancellare tutto il lavoro fatto in precedenza, per “volersi risvegliare direttamente nel 2013”.

Fortunatamente però Eternal Atake ha scampato questa sorte, esiste e con questo disco Uzi si avventura in rime onomatopeiche (POP), cita i Backstreet Boys (That Way) talmente bene da farli diventare di nuovo un tormentone, campiona Travis Scott (il beat di Prices ricalca quello di way back) e ci regala un trailer che dovrebbe farci pensare a un concept album ma che in sostanza è un’altra delle elucubrazioni di Uzi, con la saturazione al massimo e i dischi volanti che si schiantano al suolo.

Eternal Atake non anticipa le tendenze, non stravolge il genere e non prova commistioni con altro: è un album rap imprevedibile e senza limiti, che si nutre dell’estetica e del mondo cartoon per parlare di lusso, soldi, gioielli con un flow ammaliante e delle intuizioni musicali che trascinano in un vortice di originalità. Tutti elementi, questi che non fanno rimpiangere i momenti spesi ad aspettarlo.

Matteo Squillace