Voto

7

Il documentario Libere, frutto della collaborazione tra la regista Rossella Schillaci e la casa di distribuzione Lab80, rievoca la lunga battaglia dell’emancipazione femminile in Italia. Iniziata durante la Seconda Guerra Mondiale con il Movimento femminile della Resistenza, prosegue nel Dopoguerra mediante la lotta per la parità dei diritti sociali e politici (diritto di voto, uguaglianza di salario, eliminazione dello stereotipo della donna moglie e madre, eccetera).

Queste donne hanno un vissuto, un nome; eppure non ne se ne vede il volto. Le si conosce tramite voci fuori campo, testimonianze nostalgiche e fiere, attraverso le immagini di mani che sfogliano foto, manifesti, pagine di giornale e che incitano alla rivoluzione. La Schillaci sceglie di riprodurre sul grande schermo il processo di ricostruzione documentaristica: la camera segue passo a passo lo spoglio degli archivi, insistendo su materiali per decenni dimenticati. Il fine lavoro di selezione delle immagini di repertorio, di riproduzione di microfilm d’epoca e di assemblaggio del materiale viene accompagnato da una colonna sonora poco invasiva e rispettosa dei racconti delle protagoniste; solo nei momenti di maggior pathos la musica di Giorgio Canali diviene portavoce delle emozioni delle donne, evocando tramite chitarra elettrica, basso e xilofono suggestioni di dignitosa sofferenza («e ho visto i morti, i civili massacrati, e così sono diventata partigiana, io. […] Se rissa c’era da essere nella rissa, ci sarei stata anche io; non ci avrei mandato solo gli uomini, no?»), di lieve rimpianto nei confronti di una battaglia che oggi sembra essere approdata a una vittoria mutilata: per ogni successo vi sono decine e decine di soprusi, esempi lampanti di una parvenza di libertà.

Anna Magistrelli

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