Voto

7

Dopo aver dimostrato con tre dischi indipendenti il suo valore di autrice e cantante, Levante arriva all’appuntamento più delicato, il primo disco con una major (Parlophone/Warner), con una forza espressiva fresca e dirompente. Fra le performance vocali grintose e una varietà di suoni notevole nasce Magmamemoria, in cui prende forma l’evoluzione della cantautrice siciliana nelle liriche e nelle scelte mature e consapevoli. Lungo i tredici brani spicca la dinamicità dello strumentale, che non si appiattisce mai sotto la voce della cantante, matura nella scrittura dei testi e presente nei brani senza mai risultare stucchevole.

Il disco salpa sulle note di violino di Magmamemoria, vera canzone cantautorale chitarra e voce, solenne e intima allo stesso tempo, prima dei singoli Andrà tutto bene e Bravi tutti voi. All’insegna della varietà strumentale e dinamicità di suoni si susseguono Reali, Questa è l’ultima volta che dimentico e Il giorno prima del giorno dell’inizio non ha mai avuto fine, dove i sussurri della cantante anticipano una progressione vocale grintosa e potente. A metà fra l’intimità dei ricordi e tematiche sociali osservate dalla finestra di casa, Levante dimostra anche una scrittura più matura e iconica, priva di banalità eppure immediata nelle immagini, che culmina alla fine dell’album nella sussurrata riflessione sulla morte di Arcano 13.

Figlio di un percorso artistico in continua evoluzione e della potenza immaginifica di una delle nuove voci cantautorali più significative del panorama italiano, Magmamemoria abbassa il volume e mostra la dinamica maturità di Levante, che non sbaglia l’appuntamento più sentito di una carriera musicale in ascesa.

Riccardo Colombo