Voto

8

C’è sempre qualcosa che ci si porta dietro dall’estate; da un amore stagionale al ricordo di un bel viaggio, da Italia-Germania che “tanto vinciamo sempre noi” al cinema all’aperto. Un ricordo lieto per i presenti al 52esimo Pesaro Film Festival è la pellicola Les Ogres, vincitrice del premio Lino Miccichè.

Caoticamente affascinante, il film coinvolge lo spettatore, che intimamente si rispecchia in quel disordine ambientale e in quella confusione emotiva che regnano nel microcosmo rappresentato. Léa Fehner riesce nel difficile compito di dirigere una vera e propria compagnia di teatranti lasciandone intatta la naturalezza e rendendo ogni personaggio autentico e umano. Grazie a una grande attenzione per l’espressività degli occhi, vero specchio dell’anima, la regista salva l’identità di chi vive recitando copioni e indossando maschere diverse di giorno in giorno. A impreziosire la pellicola si inserisce una colonna sonora funzionale, capace di accompagnare le immagini senza soffocarle. Ottime le interpretazioni di Adèle Haenel (Mona) e Marc Barbé (M. Déloyal).

Il consiglio è quello di lasciarsi trasportare dall’affascinante mondo dei teatranti in tour e di amare i festival cinematografici, che regalano film sorprendenti spesso sconosciuti al grande pubblico.

Fabrizio La Sorsa