Voto

6.5

Un vecchio proverbio afferma: Mai giudicare un libro dalla copertinaAccanto al cartellone de L’Equilibrio bisognerebbe appuntare questa massima per impedire che gli spettatori evitino di entrare in sala, fermi al primo giudizio di un catastrofico impatto grafico-visivo.

Il nuovo film di Vincenzo Marra conferma l’attitudine del regista a lavorare su pellicole impegnate, intente a raccontare storie di vita tortuoseL’equilibrio carica sulle proprie spalle fragili diverse situazioni, alcune più funzionanti di altre.

Tra gli elementi che spiccano c’è l’interpretazione di Mimmo Borelli, attore sconosciuto al grande schermo ma capace, con la sua prova attoriale, di distogliere l’attenzione dal fumo della troppa carne messa al fuoco dal film. Nonostante sia apprezzabile lo sforzo di evitare molti cliché drammaturgici partenopei, la scrittura andrebbe rivista in vari punti e racconta la solita epopea di una società campana ritratta con la stessa delusione di chi la ama. Interessante e originale, invece, il ruolo della Chiesa: un mondo ecclesiastico in prima linea nella lotta alla criminalità, pronto però a ritirarsi molto presto.

La pellicola viene inoltre arricchita da numerosi piani sequenza, che accompagnano verso la compiutezza un genere cinematografico ormai divenuto inconcludente e convenzionale.

Fabrizio La Sorsa

Potrebbero interessarti: