Voto

8

“Ma tu che vai, ma tu rimani
Vedrai la neve se ne andrà domani
Rifioriranno le gioie passate
Col vento caldo di un’altra estate”

Canta Battiato nella sua versione di Inverno di De Andrè, risuonando sullo sfondo di una Palermo estiva, calda e luminosa, mentre cinque bambine, ragazze e donne corrono tenendosi per mano, spensierate. Loro sono le sorelle Macaluso, Maria, Pinuccia, Lia, Katia e Antonella, dalla più piccola alla più grande, cresciute senza genitori in un appartamento all’ultimo piano di un palazzo della periferia di Palermo. Non sappiamo niente del loro passato, che eppure aleggia nella casa in cui vivono, perché ciò che conta del passato non sono le narrazioni ma le esperienze e i segni che lascia sui loro corpi e sulla casa in cui vivono e crescono. Una casa buia, malandata e che sta sempre più stretta, eppure rassicurante, come se fosse la sesta sorella Macaluso, o forse la loro mamma, aperta ad accoglierle tutte, sempre e comunque, in qualsiasi momento e in qualsiasi stato, senza chiedere mai spiegazioni.

Il film di Emma Dante è un film sullo spazio e sul tempo, e su come le emozioni ne modifichino i contorni e la percezione. Lo spazio è quella casa da cui vanno e vengono, tornano e fuggono, dove sono racchiusi i ricordi di una vita intera, i segni di chi c’era e di chi non c’è più, di chi è rimasto e di chi ha deciso di andarsene, delle cose che cambiano e delle cose che non cambiano mai, come quella maniglia rotta che continua a cadere. Il tempo è quello delle fasi della vita, e ciascuna delle cinque sorelle ne sta attraversando una diversa; così che mentre Pinuccia, nel pieno dell’adolescenza, si trucca per uscire, la piccola Maria la osserva dal basso, dicendole quanto è bella e fantasticando su quando sarà lei a truccarsi per uscire. Il tempo è anche quello universale, delle stagioni che scorrono e degli anni che passano, secondo un andamento che Dante decide di tripartire: tre periodi della vita condivisa delle sorelle Macaluso, che corrispondono a cinque fasi diverse dei rispettivi percorsi individuali, eppure tutti strettamente intrecciati tra loro, quasi fossero inscindibili. E infatti, anche chi di loro se ne va, in fondo resta sempre, in qualche modo.

Le sorelle Macaluso è un film senza trama, la cui carica emotiva esonda dalla narrazione per avvinghiarsi alle viscere dello spettatore. È un film fatto di cinque storie, suggestioni, volti e sguardi, su cui la macchina da presa si sofferma, amorevole e attenta. Un film di piccoli gesti che fanno sobbalzare il cuore di gioia o lo straziano di dolore. Un film di sole donne, donne imperfette, autodeterminate, schiacciate da sensi di colpa, martoriate dalle delusioni. Donne che, ognuna a modo suo, tengono fuori gli uomini dalle loro vite, spezzando quel pattern che alla maturazione personale lega necessariamente una dimensione di coppia.

Benedetta Pini