In questo periodo tante iniziative, manifestazioni e festival cinematografici vengono rimandati o annullati per via dell’emergenza sanitaria, ma la mancanza di una data certa in cui la situazione inizierà a migliorare ha portato tante altre realtà a prendere una decisione diversa. Ed è il caso del Cortinametraggio, il festival di cortometraggi presieduto da Maddalena Mayneri, che ha optato per trasferirsi online. Come previsto, si è tenuto dal 23 al 28 marzo, ma invece che a Cortina d’Ampezzo direttamente sul sito cortinametraggio.it, con la partecipazione della piattaforma televisiva online Europa Tv.

Black Tank,Alberto Basaluzzo

Un vertical movie girato grazie alla tecnica dello stop-motion che racconta di una solidarietà che si instaura tra chi è nemico per antonomasia. Ovvero in un campo di battaglia di un gioco da tavolo tipo Risiko. Black Tank è il bizzarro e originale racconto di un piccolo carro armato nero, che si muove sul noto planisfero di cartone all’interno di una dimensione fatta di suoni e rumori del mondo reale. Il suo è un duro viaggio attraverso i continenti del globo per chiedere aiuto alle fazioni nemiche. Attraverso questo film surreale e in scala ridotta, traspare una riflessione sulle guerre, sui conflitti e sull’importanza dell’aiuto reciproco.

La bellezza imperfetta, Davide Vigore

Il corto di Davide Vigore, è ambientato in una Palermo dark e semi-deserta e racconta la vicenda di un personaggio altrettanto oscuro: Girolamo, un uomo ormai non più giovane e di bell’aspetto, dedito a droghe, feste e malavita. Tutto sembrerebbe andargli bene così. In realtà, vive nella più completa solitudine. Ritrovandosi di fronte a una giovane e bellissima donna di cui si innamora, Victoria, Girolamo rimette in discussione la propria vita. Il film scorre un po’ piatto nella prima parte, ma sul finale Victoria si rivela l’imprevisto che svolta finalmente l’esistenza del protagonista, il cambiamento che aspettava da una vita e riesce finalmente a fargli aprire gli occhi, rivelando una profondità d’animo che ancora non era emersa.

Settembre, Giulia Louise Steigerwalt

I colori tenui e il sole di fine estate sono la cornice di una delicata storia di affetto tra giovanissimi, che richiama i toni soavi di film come Chiamami col tuo nome. Nonostante la totale assenza di romanticismo nella relazione tra i due protagonisti, Maria e Sergio intessono un rapporto sincero di complicità, mentre lui aiuta lei a prepararsi alla sua prima volta con un altro ragazzo. I dialoghi restituiscono la visione del mondo di chi si trova sul confine tra sentirsi grande e ancora un bambino. La riflessione sulle nuovissime generazioni, seppur mai severa e inflessibile, lascia un sapore dolce amaro in bocca verso chi ha fretta di buttarsi alle spalle l’età dell’innocenza senza rendersi conto che quegli anni non torneranno mai più.

Don Gino, Salvatore Sclafani

Una commedia dell’assurdo incentrata sul clan dei Patané e il temutissimo boss don Gino. Il film scardina i valori sacri associati alla mafia e la visione che ne dà la maggior parte dei prodotti cinematografici e televisivi, dissacrando in maniera grottesca il machismo su cui si regge la malavita – e non solo. I rapporti omosessuali sono infatti un tabù per chi sostiene la mascolinità tossica, diffusa in tutta la nostra società, e la critica del regista viene operata attraverso un’ironia che rende queste dinamiche una barzelletta.

La regina si addormenta dove vuole, Lorenzo Tiberia

Il ritratto cinico della società adulta, in cui la violenza si insinua anche nei luoghi considerati sicuri e di pace come la famiglia e le case di cura, viene prima mostrato nella sua crudezza, e poi rielaborato dall’occhio innocente di una bambina. Ne La regina si addormenta dove vuole la piccola protagonista disegna il mondo che vorrebbe con l’aiuto di un’anziana donna vittima di abusi; il momento più toccante è proprio il dialogo tra le due. Il film trattare il tema con grande delicatezza, senza tuttavia risparmiare la crudezza della realtà.

Il nostro tempo, Veronica Spedicati

Lo spaccato di vita di una bambina, Roberta, nel suo rapporto col padre, che invecchia e sente gli acciacchi del tempo rallentare i propri sorrisi e i giochi con la figlia. Assistiamo alle vicende tramite l’occhio della macchina da presa della regista, ma anche di quella portatile di Roberta, che nella noia di una giornata immobile d’estate documenta una gita al mare con la famiglia, bruscamente interrotta da un malore del padre. Un corto di grande cuore, con una dosata vena di malinconica speranza.

L’alleato, Elio Di Pace

Sicilia, Seconda guerra mondiale: alcuni soldati alleati statunitensi, alla disperata ricerca di cure per un compagno ferito gravemente, si uniscono a un fotoreporter incontrato per caso lungo la via e trovano aiuto in una fattoria. Lui è Robert Capa e loro sono il soldato Mancuso e il giovane Salvatore, che si fanno inconsapevolmente carico di una grande responsabilità: raccontare la storia dalla prospettiva dei vincitori, di chi si ritrova alle prese con i feriti di una terra straniera vincitori, consegnando alla storia le immagini di una Sicilia liberata dall’invasore. Con un vivace bianco e nero l’atmosfera si fa claustrofobica e un alone di mistero avvolge le dinamiche tra i personaggi: chi è l’alleato a cui si riferisce il titolo? Si rimane sul filo del rasoio fino all’enigmatico finale.

La consegna,Paolo Porchi

Due corrieri maldestri in costante ritardo devono eseguire una consegna per un cliente sconosciuto, che presto si scopre essere un bar di immigrati senegalesi in trepidante attesa di una televisione, disperati all’idea di non riuscire a vedere la partita della loro nazionale ai mondiali. Tra insinuazioni velate e battute più decise, un’ironia ben riuscita e politicamente scorretta.

Una cosa mia,Giovanni Dota

In un vivace affresco familiare partenopeo, Fofo’, il maggiore di sei figli di una sarta del luogo, deve recuperare una preziosa camicia sottrattagli da un ladruncolo. Ma l’indumento, nel frattempo, è finito tra mani inaspettate. La colonna sonora scoppiettante a base di percussioni, il ritmo serrato delle azioni e le inquadrature originali portano una ventata di energia a una narrazione semplice.

Delitto Naturale, Valentina Bertuzzi

Come ogni giorno, Aida aspetta che la mamma venga a prenderla fuori da scuola. Quel giorno, però, fa più tardi del solito e la bambina, rimasta sola nei corridori della scuola, nota qualcosa di terrificante prendere forma dall’ombra dell’ausiliaria scolastica: un enorme demone. Il giorno dopo la piccola racconta quello che ha visto alle sue compagne e poco dopo una di loro scompare. Delitto Naturale è un ibrido tra Stand by Me in versione femminile e Carrie – Lo sguardo di Satana: esorcizza la paura del diventare grandi con leggerezza poetica e maestria, utilizzando sapientemente la fotografia e la grammatica della metafora – Susan Sontag ne avrebbe scritto volentieri un saggio. A completare l’opera un cast eccezionale, in cui spicca Alida Baldari Calabria, la bambina più piccola nella storia del cinema italiano a essere nominata ai David di Donatello come Migliore attrice non protagonista per Pinocchio di Garrone, che l’aveva voluta anche in Dogman; prima ancora l’attrice era stata scoperta dalla casting director Chiara Polizzi per l’opera prima di Fulvio Risuleo Guarda in alto.

L’occasione di Rita, Francesco Barozzi

Scritto dalla talentuosa Natalia Guerrieri e diretto da Francesco Barozzi, L’occasione di Rita racconta del rapporto tra una signora anziana che vive da sola e la sua badante moldava. Ironico, dolce e dirompente, L’occasione di Rita è interpretato da un’incantevole Elena Cotta e dall’ottima Beatrice Schiros, affiancate da Giusi Merli (La Grande Bellezza). Pochi attori ma bravi, un’idea semplice ma che va dritta al punto.

L’amica del cuore, Sara Donatella Carrillo

Un corto di 3 minuti e mezzo che racconta la storia di un’amicizia ai tempi della terza età, con una dolcezza sconfinata e un’ironia brillante. Nell’orario di visite dell’ospizio, due tenere vecchiette parlano tra loro. Piera siede vicino alla sua amica Gemma, costretta sulla sedia a rotelle. A Gemma resta poco da vivere e l’amica decide di spronarla a godersi al massimo il tempo che le rimane, realizzando le sue fantasie – anche quelle più assurde. Un corto potente.

Offro io, Paola Minaccioni

Paola Minaccioni non prova vergogna né imbarazzo nel raccontare una storia da commedia che faccia semplicemente ridere, senza alcuna ambizione sociale. Offro io racconta la storia di due coppie adulte della Roma bene che vogliono ostentare a tutti i costi la loro gentilezza e generosità, fino a sfociare nell’assurdo. Una riflessione sulle convenzioni sociali, a volte non troppo spontanee.

Non può, Luca Vecchi

Luca Vecchi racconta una storia d’amicizia ambientata ai tempi del fascismo. Salvo ha abbassato la testa e ha scelto di adattarsi. Marcello è il fratello maggiore, che Salvo ha sempre ammirato ma non ha mai avuto il coraggio di imitare. Il tempo di una sigaretta sancisce la fine di una lunga amicizia che va avanti dalla tenera età. La vita li ha allontanati troppo, portandoli a scelte che probabilmente neanche loro immaginavano. Ma la colpa forse non è di nessuno. Con una fotografia ammaliante e due attori eccellenti, anche questo corto ribadisce l’idea che per fare un’opera riuscita serve davvero poco: dialoghi scritti bene, una buona interpretazione e una fotografia autorevole (Timoty Aliprandi).

Pizza Boy, Gianluca Zonta

Saba, un ragazzo di origine georgiana, lavora a Bologna come porta pizza. Durante il turno serale riceve un’importante telefonata: sta per nascere suo figlio. Costretto a finire le consegne, imbrigliato dalle dinamiche di un’umanità alla deriva, Saba attraversa freneticamente la città nella speranza di arrivare in tempo in Ospedale. Gianluca Zonta racconta la lentezza della burocrazia italiana ed Europea di fronte alla questione dello Ius Soli – in vigore negli Stati Uniti mentre in Italia aspettiamo da due anni la sua attuazione. Un corto che ci pone di fronte a una questione urgente senza mancare di farci sorridere e di ricordarci di non prendersi mai troppo sul serio, soprattutto con la propria arte.

Maria – A Chent’annos, Giovanni Battista Origo

Una storia di solidarietà italiana ai tempi della seconda guerra mondiale. Maria Chent’Annos immortala le meravigliose coste della Sardegna, dove Sante Bacci e Nicola Caputo, due soldati dell’esercito italiano, vengono dimenticati dal loro comandate a causa, in parte, delle difficoltà delle comunicazioni via radio. Sarà l’intervento di Maria, una giovane donna del luogo, a riaccendere le speranze dei due uomini. Il corto di Origo tratteggia un’umanità che ha perso il senso della vita a causa della guerra, con un grande spirito ironico e un importante messaggio di positività. “A Chent’annos” è infatti un’espressione tipica della Sardegna per augurare a qualcuno una lunga vita. Una curiosità: in uno studio demografico pubblicato sulla rivisita Experimental Gerontology nel 2004, Gianni Pes e Michel Poulain hanno individuato le cosiddette Zone Blu del Pianeta, ovvero luoghi in cui è stato riscontrato il fenomeno della longevità. La Sardegna, insieme all’isola di Okinawa in Giappone, alla penisola di Nicoya in Costarica, all’isola di Ikaria in Grecia e a una piccola comunità di avventisti a Loma Linda (California), ha registrato un’alta percentuale di centenari.

Il primo giorno di Matilde, Rosario Capozzolo

Oggi è il primo giorno di scuola di Matilde. Claudio, suo padre, doveva andarla a prendere a casa dei nonni per accompagnarla, ma non si è presentato. Così se ne occupa il nonno, ma a pochi metri dalla scuola li raggiunge il padre, che dopo un breve scambio con il suocero riesce a parlare da solo con la figlia per darle alcuni consigli per affrontare questo giorno importante. In realtà, finisce col dirle molto di più e darle una preziosa lezione di vita. Capozzolo concentra la forza del suo cortometraggio in una scena commovente, sincera e onesta, dove non mancano ironia e ilarità, per mandare un messaggio forte alle nuove generazioni ma anche ai genitori. E lo fa giocando con i pregiudizi dello spettatore, decostruendo la sua posizione ingiusti e assunta prematuramente.

Giulia Crippa, Anna Pennella, Federico Squillacioti