Chiunque sia nato o cresciuto tra la fine degli anni ’80 e i primissimi anni ’90 non può che ricordare il fenomeno mediatico che scatenò Nigthmare Before Christmas, la favola dark in stop-motion a tinte natalizie diretta da Henry Selick e scritta dal genio visionario di Tim Burton.

Composta da Danny Elfman (che nella versione originale presta la voce al protagonista per le parti cantate), la colonna sonora conquistò un Oscar nel 1994, fissandosi tra le OST di culto della storia del cinema. Nel doppiaggio italiano è invece Renato Zero a interpretare Jack Skeletron, sia nel parlato che nel canto, supportato dall’egregio lavoro di adattamento dei testi da parte di Ernesto Brancucci (in arte Ermavilo). Forse una delle pochissime volte in cui un doppiaggio non può competere con l’originale.

Jack Skeletron, il re delle zucche della città di Halloween si sente logorato dalla noia della routine. Capitato per caso nel Paese di Natale, cerca di rubare le usanze della festività, riadattandole a suo piacimento. Indimenticabile la canzone Re del blu, re del mai, che racconta il senso di impotenza e fallimento vissuto dal protagonista. Il mood del film, reso musicalmente da archi, cornamuse, trombe e flauti, mescola vibrazioni dark e spooky a sonorità più classiche e d’orchestra, trovando così la formula perfetta per descrivere l’ambientazione gotica della Città di Halloween, in contrasto con la felicità scoppiettante, isterica e nevosa dell’isola del Natale. Tra i brani spicca l’esuberante Cos’è?, la canzone che segue il passaggio da un’isola all’altra, segnando il repentino cambio di mood.

Musical che non ha niente da invidiare ai migliori classici Disney, Nightmare Before Christmas può contare sulle incredibili performance dei doppiatori e da un commento sonoro sempre adatto a ogni situazione. E quando questo manca, ci pensa la straordinaria precisione millimetrica del sound design a sonorizzare ogni personaggio, oggetto o luogo in cui si svolgono le azioni, come le indimenticabili atmosfere del cimitero dove si nasconde Jack, del laboratorio del Dottor Finklestein o della tana del Bau Bau. Ve le ricordate ancora?

Caterina Prestifilippo