In una torrida estate newyorkese l’occhio di Larry Clark si posa su un gruppo di ragazzi giovanissimi, le cui avventure di giornata diventano il fulcro di Kids (1995). La traduzione italiana Monelli suggerisce tuttavia un giudizio interpretativo, al contrario dell’originale, che guardava alla spensieratezza, a tratti ingenua e infantile, dei giovani protagonisti.

Il film segue le peripezie di tre ragazzi, Telly (Leo Fitzpatrick), Casper (Justin Pierce) e Jennie (Chloë Sevigny), le cui storie si intrecciano dopo che la ragazza scopre di avere contratto il virus dell’HIV dopo essere andata a letto con Telly. Costruito per apparire come un documentario in presa diretta, Kids racconta senza mezzi termini le problematiche che devono affrontare i giovanissimi provenienti dai quartieri più poveri di Manhattan, tra alcool e droghe, risse, taccheggio e sesso non protetto.

La colonna sonora è affidata a Lou Barlow, membro fondatore dei Folk Implosion e dei Sebadoh, affiancato dagli stessi Folk Implosion e dal cantautore americano Daniel Johnston, i quali si sono spartiti i temi del film in modo equilibrato. Alla colonna sonora hanno partecipato anche gruppi rock e indie-rock come i Sebadoh, gli Slint e i Lo Down, ma anche artisti hip hop e di musica elettronica, anche se non compariranno assenti nella soundtrack ufficiale del film. Tra le varie tracce, particolarmente d’impatto è quella scritta da Daniel Johnston per introdurre il personaggio di Casper, che si fa emblema del clima dell’intero film: “Casper lives in a world without promise. Sitting at home in his pajamas. Just wishing it would all go away somehow”

Casper, e allo stesso modo i suoi amici, vive rilassato e sereno, senza alcuna aspettativa, problema o pensiero, perso per effetto di qualche sostanza stupefacente o per inseguire una nuova avventura. Dietro questa rappresentazione in apparenza serena si intravede lo sguardo preoccupato dell’autore, incerto verso il futuro di una generazione che sta bruciando ancora prima di aver raggiunto la soglia della maggiore età. Il film dipinge infatti il clima culturale ricco e variegato della New York degli anni ’90 e la scelta musicale risulta fedele a questo mood, passando dal rock all’indie rock, dall’elettronica all’hip hop, in un continuo rimando tra eventi e colonna sonora a seconda dei diversi contesti culturali che vivono i protagonisti del film.

Marco Bianchessi

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