Il dramma Beautiful Boy è il nuovo film diretto da Felix Van Groeningen che racconta la straziante lotta alla tossicodipendenza di un adolescente e della sua famiglia. Come vi dicevamo nella recensione di qualche giorno fa, la pellicola non stupisce particolarmente per messa in scena e sviluppo narrativo, ma recupera punti con la colonna sonora, che si appella a diversi generi musicali per accompagnare la montagna russa emotiva vissuta dai personaggi e, con loro, dallo spettatore.

La molteplicità di ritmi e brani, infatti, infonde al film una vasta gamma di sfumature, sfaccettature e dettagli. Una scelta efficace ma rischiosa, che all’inizio risulta persino stridente: l’accostamento di tanti e tanto diversi generi musicali può essere avvertito come una distrazione, ma dopo un paio di brani si intuisce come ognuno sia stato scelto appositamente per mettere in luce un determinato aspetto della narrazione. Il rock alternativo accompagna il protagonista nella sua vertiginosa spirale discendente nella dipendenza; l’R&B incornicia il vissuto dei genitori e li accompagna a una riunione di supporto per tossicodipendenti; l’electro-pop crea un’illusione, una speranza di rivalsa, uno spiraglio di luce che può portare Nick (Timothée Chalamet) a rimettere insieme i pezzi della sua vita, ma insieme crea tensione e paura per una possibile ricaduta. Infine la musica lirica, con il suo essere così eterea, chiude il film portando Nick a una scelta: la morte o la guarigione.

Dai testi di Perry Como nella cover di Sunrise, Sunset a Heart Of Gold di Neil Young, dai Mogwai a John Lennon, da Bowie a Buckley, passando per i Nirvana e i Sigur Ros, la colonna sonora enfatizza dialoghi intensi con brani lentissimi e malinconici, oppure esplora le profondità della dipendenza con brani rumorosi e sfacciati. Oscillando tra dipendenza e riabilitazione, Beautiful Boy alza la posta in gioco a ogni nuova ricaduta: nello stesso modo la musica segue i picchi drammatici della storia, di per sé prevedibili e non sempre opportuni, ma musicati in modo impeccabile.

Anna Bertoli