Voto

8

«I started out writing “Semper Femina” as if a man was writing about a woman, and then I thought it’s not a man, it’s me. I don’t need to pretend it’s a man to justify the intimacy of the way I’m looking and feeling about women». A due giorni dall’International Women’s Day Laura Marling, ventisettenne cantautrice di origine britannica, illustra la propria interpretazione del mondo femminile nel suo nuovo album Semper Femina.

Un titolo che affonda le radici nella letteratura classica (“Varium et mutabile semper / Femina”, dall’Eneide di Virgilio), punto di partenza per offrire agli ascoltatori una lucida analisi dell’universo femminile fin dalle sue origini. Nove brani accompagnano il tumultuoso viaggio intrapreso dalla Marling e dai suoi brani decontestualizzati, fuori dal tempo: una tracklist semplice e priva di sfarzosi abbellimenti stilistici, che trova nell’acustico il fil rouge del disco.

Brani come Always This Way, Don’t Pass Me By o Nouel hanno il compito di rendere la mutevolezza dell’animo femminile e le sue variazioni a seconda della situazione, che sia di natura amorosa o relativa ai rapporti interpersonali che quotidianamente compongono il nostro mondo.

Sabino Forte