Voto

3

L’agghiacciante frame finale di L’amore criminale sembrerebbe suggerire un possibile sequel, che si spera non venga mai realizzato. I 100 imbarazzanti minuti girati dalla esordiente Denis Di Novi riescono a disintegrare il potenziale di un buon thriller psicologico, mettendo addirittura in ridicolo due navigate attrici come Katherine Heigl e Rosario Dawson.

L’odio di un’ex moglie psicopatica e possessiva verso la perfetta nuova fidanzata di un uomo pressoché assente sembrerebbe uno spunto iniziale ideale. Ma i protagonisti si trasformano in assurde macchiette: l’inquietudine o la compassione cedono il posto a risatine in sala durante improbabili scene di sesso e alla rassegnazione di fronte a un intreccio debole e poco credibile. A ciò si aggiunge una regia piatta e ingenua, che privilegia inserti melodrammatici sui rapporti familiari, piuttosto che rappresentare le nevrosi dei protagonisti o il loro torbido passato. Eppure uno sceneggiatore come David Leslie Johnson prometteva bene…

Anna Magistrelli