Voto

8.5

La vita invisibile di Euridice Gusmão racconta la storia di due sorelle, Guida ed Euridice, cresciute insieme e separate nell’adolescenza. Se Guida viene allontanata dalla sua stessa famiglia per infamia, dopo essere tornata sola e incinta da una fuga di casa, Euridice è costretta ad abbandonare i propri sogni per contrarre matrimonio e riparare in qualche modo alla condotta della sorella. La fuga di Guida costringe i percorsi delle due sorelle a correre su due linee parallele destinate a non incontrarsi mai: pur trovandosi nella stessa città, vivono frequentazioni ed esperienze diverse. Ma nessuna delle due dimentica il ricordo più prezioso, quello della loro complicità e del loro amore.

Euridice e Guida sono due donne forti, che riescono ad affermarsi in un mondo misogino e maschilista, assumendo una statura eroica pur essendo costrette ai margini della società. La loro tenacia incrollabile fa da contraltare alle debolezze dei personaggi maschili, che appaiono fiacchi e incoerenti: l’uomo per cui perde la testa Guida la seduce e abbandona per capriccio; il marito di Euridice risulta impotente, schiacciato dal peso di voler essere la figura chiave della famiglia; il padre delle due ragazze è spietato perché ignorante. In secondo piano brillano una serie di personaggi accessori, sempre femminili, che in poche sequenze danno un solido contorno a questa storia di forza e resistenza: la madre delle due protagoniste dilaniata dal cancro; la protettrice di Guida cura e cresce i bambini di un quartiere povero; la migliore amica di Euridice la aiuta a sopportare il peso della prigionia casalinga.

Ambientata in una Rio degli anni ’50 magnificamente ricreata da Karin Ainouz, La vita invisible di Euridice Gusmao è una sorta di tragedia moderna: in due ore e venti minuti il regista sviluppa con coerenza una storia ipertrofica da romanzo-fiume sudamericano, restituendo fin nei minimi particolari una città rigidamente strutturata su diversi livelli sociali. Rio è una città che rapisce, sconvolge e affascina, proprio come il film, intenso e magnifico.

Ambrogio Arienti