Voto

7

Andare al cinema implica una sorta di atto di fiducia nei confronti del film scelto, ed è per questo che se deciderete di vedere La tenerezza, l’unico sentimento che non proverete è la delusione, perché la nuova pellicola di Gianni Amelio ricorda tutto il buono e il bello dell’attuale cinema italiano.

Un cast di qualità conferma il talento di Micaela Ramazzotti, Elio Germano e del colossale Renato Carpentieri. Agli interpreti si aggiunge non solo la sceneggiatura, ispirata al romanzo La tentazione di essere felici di Lorenzo Marone, ma anche una regia funzionale a ciò che si racconta, per nulla invasiva e rispettosa delle vicissitudini dei personaggi, tanto efficace da riuscire a confinarsi nella loro mente creando diversi punti di vista grazie a un uso espressivo dei piani sequenza. L’uso enfatico e corretto della colonna sonora, inoltre, conferisce al film una plusvalenza di sensazioni.

Il punto di svolta del film è un atto cruento e osceno, che assume le sembianze di gesti puri ed ingenui  di un uomo tormentato da una vita privata ricoperta di ombre. In questo modo La tenerezza denuda la nostra sensibilità e accorcia le distanze tra la condanna morale e l’esigenza di vivere.

Fabrizio La Sorsa

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