Voto

5

Non c’è niente di più sconfortante nell’avere un’ottima idea e non riuscire a tramutarla in un’altrettanto valida rappresentazione. La stoffa dei sogni rende omaggio non solo al teatro, ma anche a due divinità del palcoscenico come Eduardo De Filippo, che affascinano ed emozionano lo spettatore, aiutando il film a non affogare nella mediocrità. Preso dalla smania dell’omaggio, Gianfranco Cabiddu ha però perso qualcosa per strada, dando vita a un quasi masochistico paradosso: inserire riferimenti a opere illustri all’interno di situazioni da commedia all’italiana anni Ottanta, con una timida comicità abusata ormai da decenni e intrighi stereotipati. Reggendosi su un’idea di sceneggiatura molto originale, a fare acqua da tutte le parti sono proprio le scelte stilistiche, incapaci di creare la svolta necessaria alla piena riuscita pellicola, che risulta incompiuta.

Per quanto riguarda il cast, Sergio Rubini ed Ennio Fantastichini sorreggono con esperienza e bravura i colleghi, che sembrano essersi fermati alle lezioni di recitazione dei film di Gerry Calà e di genere gangster.

Fabrizio La Sorsa