Voto

6.5

L’estremismo religioso viene spesso associato al fanatismo islamico, ma si tratta di un pregiudizio erroneo: come tutti movimenti sociali, ogni tipo di religione ospita una frangia estremista che ha come intento la manipolazione della libertà spirituale dei suoi fedeli.

La ragazza del mondo racconta come può avvenire la maturazione di una giovane donna all’interno di una vera e propria setta religiosa come quella dei testimoni di Geova. Se si pensa alla pellicola come a un’opera di denuncia, si è sicuramente fuori strada: la forza del film di Marco Danieli risiede proprio nella potenza e nella fedeltà delle immagini, che fungono da testimoni onesti, limitandosi al un racconto il più oggettivo possibile e privo di pregiudizi nei confronti della realtà in tutte le sue forme. In questo modo, sarà lo spettatore a trarre le proprie conclusioni, appassionandosi alla trama grazie a una regia scrupolosa e a una fotografia efficace, che riesce a riflettere il grigiore della vicenda e si erge a metafora di quel senso di incompiutezza che affligge la protagonista Giulia.

L’intimità con cui il regista proietta il pubblico nella storia non è irrilevante, ed è trasmessa con intensità anche grazie alla giovane Sara Serraiocco (Giulia) e a Michele Riondino (Libero), che, con la loro ottima prova, contribuiscono a raccontare questa gabbia spirituale dorata in cui molti si ritrovano a vivere. L’amore diventa così, ancora una volta, veicolo d’evasione, scelta probabilmente banale, ma spesso la banalità è un’arma necessaria per sentirsi più fedeli alla realtà.

Fabrizio La Sorsa