Voto

3

Un film su Pasolini interpretato da Massimo Ranieri, diretto da David Grieco e con le musiche dei Pink Floyd. Era possibile fare peggio di Abel Ferrara (Pasolini, 2014)? Ebbene sì.

L’intento del regista di girare un film inchiesta per esporre la propria tesi sulle cause della morte di Passolini, ormai diventato troppo scomodo per i poteri ai vertici dello Stato, si trasforma in una pellicola di fantapolitica – più “fanta” che “politica” – molto confusa e forzata.

Se Ranieri può anche essere tollerabile, il resto del cast ostenta una romanità impostata e artificiale, perdendo completamente in credibilità; eppure – come ha dimostrato Claudio Caligari – di attori “de Roma” bravi ce ne sono eccome. Ne risulta una macchietta di Pasolini, appiattito da una sceneggiatura che non gli lascia il debito spazio per emergere in tutto il suo torbido e controverso fascino. La scrittura, infatti, oltre che contorta e macchinosa, è un susseguirsi di dialoghi inconcludenti, di monologhi teatrali irreali e di momenti che sfiorano l’assurdità. La fotografia è altrettanto scialba, raggiungendo il culmine con scadenti effetti in negativo.

Benedetta Pini