Voto

4.5

Costruito sulla falsa riga dei gangster movie e ambientato nell’epoca del proibizionismo, La legge della notte perde vigore e incisività tra le continue sottostorie che affollano una sceneggiatura vaga e debole. La pellicola finisce così per inserirsi nel solco di un genere sedimentato, risultando confusa e compassata: i personaggi si giocano i ruoli di buoni e cattivi di battuta in battuta senza costruire uno schema dinamico, la trama, nonostante si infittisca sempre più, si mantiene piatta e gli accenni di violenza (sparatorie, inseguimenti, regolamenti di conti) si perdono nell’andamento a singhiozzo della pellicola.

Le prestazioni attoriali rivelano un cast poco brillante, mentre la regia si mantiene su toni di grigio; emerge solo qualche personaggio collaterale ed eccentrico (un esempio lampante è RD Pruitt, interpretato da Matthew Maher), a fronte di un protagonista piuttosto debole. Unica nota positiva è la fotografia, grazie al lavoro di un veterano come Robert Richardson, già caro a Scorsese e Tarantino. Il fallimento della pellicola è sancito dalla scena finale: confusa e infarcita di sciami di proiettili, non crea quel mix necessario di suspense e di adrenalina, che si disperde tra i cigolii di un sistema di ingranaggi poco oliato.

Ambrogio Arienti