Voto

5

In Giappone, all’ombra del Monte Fuji (prefettura di Yamanashi) esiste una foresta la cui nefasta fama ha fatto il giro del mondo a causa dell’altissimo numero di persone che scelgono di darsi la morte proprio in questo luogo. Sarà proprio questa la location del nuovo film di Gus Van Sant, La foresta dei sogni.

Le più che buone interpretazioni di Matthew McCounaghey e Ken Wakanabe non vengono però valorizzate dalla regia, che mischia in maniera sconclusionata il thriller al dramma, passando attraverso monologhi inutilmente prolissi e flashback che ottengono l’unico risultato di frammentare il film in maniera eccessiva. La sceneggiatura stessa, a cura di Chris Sparling, non fa che accentuare le debolezze di montaggio e regia.

Nonostante il luogo sia suggestivo e la trama potenzialmente accattivante, La foresta dei sogni affronta la tematica del suicidio con troppa superficialità, perdendosi in un eccesso di misticismo senza arte né parte: un film a cui manca l’onirica carica emotiva a cui Van Sant ci aveva abituati con i suoi precedenti lavori.

Andrea Passoni