Voto

6.5

Fino a che punto è l’uomo un pericolo per la natura? Questa domanda è il punto di partenza de La fattoria dei nostri sogni, il nuovo documentario di John Cester. La voce narrante è sempre la sua, che accompagna le riprese di repertorio raccolte nel corso degli anni da lui, operatore di macchina di professione, e dalla moglie Molly, food blogger. Il loro viaggio iniziava nel 2010, quando la coppia decise di stravolgere la propria vita per dedicarsi all’agricoltura, alla biodiversità e alla costruzione, appunto, della fattoria dei loro sogni.

Col passare del tempo, però, scopriranno che le speranze, per quanto possano essere alte, non sempre si concretizzano in realtà; uno scarto che viene sottolineato anche a livello visivo: tutti i loro sogni sono rappresentati come cartoni animati, dove i protagonisti sono attorniati da paesaggi verdi e rigogliosi, da frutteti, orti e animali, in netto contrasto con le immagini raw e desaturate del girato d’archivio, che riportano lo spettatore alla durezza della realtà. A questi due stili rappresentativi se ne accosta un terzo: l’occhio del presente, di una macchina da presa che segue pedissequamente i momenti più importanti della vita di John e Molly; un occhio che indaga, ma anche e soprattutto un occhio che racconta il meraviglioso contesto in cui lavorano loro due insieme a tutto il team. A volte è un drone sui 200 ettari di terreno, a volte è uno sguardo silenzioso che si sofferma su immagini lentissime che cercano il mistero della vita tra piange e animali.

89 minuti che raccontano i sette anni in cui i sogni di John e Molly sembrano essersi pian piano affievoliti, ingrigiti. Ma il piglio non è giudicante nei confronti dell’uomo e del suo impatto devastante sulla natura, al contrario: ci si chiede invece quanto possa l’uomo prendere coscienza della situazione, diventare consapevole delle conseguenze delle proprie azioni, assumersi tutte le sue responsabilità e diventare proprio lui il salvatore della natura; una natura che delle volte, per eventi che sfuggono al nostro controllo, si auto sabota.

Un film che prova a mostrare “la natura come non l’avete mai vista” in un periodo storico in cui l’ambiente e i cambiamenti climatici sono al centro delle polemiche, aiutando ogni singolo spettatore, anche il più scettico o il più pigro, a farsi qualche domanda in più e provare ad avvicinarsi a un punto di vista che è diventato davvero troppo lontano dai nostri stili di vita.

Caterina Prestifilippo