Voto

7

Un’insolita eroina dalla doppia vita si aggira fra paesaggi islandesi mozzafiato: è Halla (Halldóra Geirharðsdóttir), direttrice del coro della città e sfuggente ecoterrorista. Innamorata della propria terra, decide di difenderla con azioni di sabotaggio ai danni delle multinazionali che vi si stanno stabilendo sempre più numerose.

Una prova riuscita, quella di Geirharðsdóttir, che interpreta sia la protagonista che la sorella gemella senza cadere mai in una banale comicità dello “sdoppiamento”. Halla è un personaggio ambiguo, sulla cui moralità non si riesce a pronunciare un giudizio netto, rimanendo divisi fra il sostegno per la causa ambientalista e i dubbi sulla violenza delle sue modalità. Lei è un’eroina da film d’azione, sempre credibile nella sua fisicità, quella di una donna di cinquant’anni che, pur mostrando sinceramente la stanchezza delle sue fatiche, affronta stoicamente ogni impresa. Mantenendo sempre grande pacatezza e sangue freddo nell’affrontare ogni imprevisto, le sue azioni si fanno ipnotiche e ammalianti.

La sceneggiatura gestisce sapientemente l’equilibrio fra toni drammatici e leggeri, giocando con uno humour sottilissimo che sfocia apertamente nel comico quando segue le disavventure di un turista che si trova sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato.  Accompagna Halla e gli altri personaggi in queste loro (dis)avventure un sestetto di musicisti e coriste, che compone sul momento la colonna sonora, integrandosi nella scena in modo fluido, divertente e partecipe della storia.

La sola pretesa del film è quella di portare lo spettatore a porsi una semplice domanda: fino a che punto è giusto spingersi per ciò in cui si crede? Anche se non troverete la risposta, non importa, perché, in fondo, ciò che conta è capire cosa sia per ciascuno di noi la cosa più importante.

Clara Sutton