Perugia, Giardini del Frontone. È domenica 3 luglio e il clima è caldo ma piacevole, proprio come gli artisti sul palco ospiti dell’ultima giornata del festival L’Umbria Che Spacca. È la 4a edizione del festival Made in Umbria, un’iniziativa che accoglie artisti locali ma non solo: la scaletta è ricca di cantanti e musicisti provenienti da tutta Italia, ognuno portatore di sonorità diverse. L’obiettivo è infatti quello di creare una vetrina per artisti emergenti nel cuore del centro storico perugino. Il programma è davvero vasto: la produzione prevede non solo live sul main stage e sul second stage del Frontone, ma anche workshop (tra cui quello con i The Pills) e convention di settore presso il T-Trane, un bar-negozio di dischi.

Dall’entrata principale del parco si passa attraverso uno spazio dedicato alla creatività, dove sono disposte delle tele bianche pronte per essere decorate da chiunque passi. Dopo aver superato quest’area si arriva al second stage, che nell’ultima giornata del festival prevede numerosi dj set. Qualche centinaio di metri più in avanti, il main stage vede in scaletta, a partire dalle ore 18.00, i Little Blue Slim, dall’aspetto folk e dalla melodia blues, JM, in tour con chitarra e voce dopo il suo EP d’esordio Born on Five e il singolo Let’s Dance, e Zero Call, producer di musica elettronica che inonda il Frontone con il suo synthwave.

L'Umbria Che Spacca

Calcutta chiude l’ultima giornata di festival muovendosi tra i due opposti del palco per alternare chitarra e tastiera, eseguendo con la sua band pezzi tratti dai due dischi Out of Daylight e il recente Mainstream, che ha portato all’artista grande successo. Il pubblico in delirio fa da coro a quella voce che live è ancora più suggestiva e durante il bis, coinvolgente ed elettrizzante, l’audience esplode quando l’artista si dedica ai pezzi più famosi e attesi, tra cui Frosinone e Oroscopo.

Roghers staff, in collaborazione con la Regione e il Comune di Perugia, riesce ancora una volta a centrare il mirino, fondendo underground e qualità.

Anna Laura Tiberini