Voto

6.5

Opera prima di Cristiano Anania, di cui ha firmato anche soggetto e sceneggiatura, L’eroe si concentra sulla figura di Giorgio (Salvatore Esposito), un giornalista di cronaca giovane e molto ambizioso che avvia un’inchiesta controversa in cui è coinvolto un politico molto popolare. Quando si spinge un po’ troppo oltre, però, Giorgio diventa un personaggio scomodo e viene prima trasferito in una redazione di provincia, poi licenziato. Una sconfitta morale per un uomo così orgoglioso, ma dietro all’apparenza mite si nasconde una personalità determinata e tenace. Proprio quando il suo percorso lavorativo sembra ormai giunto al termine, ecco che accade l’impensabile: il figlio di una ricca imprenditrice del luogo, da poco intervistato da Giorgio, viene rapito. L’intero paese si mobilita alla ricerca del responsabile; mentre per Giorgio questo avvenimento rappresenta l’occasione che stava aspettando da ormai troppo tempo.

L’eroe è come uno schiaffo morale che mette lo spettatore di fronte all’ambiguità insita in ognuno di noi e alle difficoltà nell’accorgersi di chi si abbia veramente di fronte. Il film vede inoltre al centro il tema dell’informazione, che da un lato stimola riflessioni su che cosa si è disposti a fare per uno scoop e dall’altro analisi piuttosto approfondite sulla psiche dei personaggi, riuscendo a far emergere il “mostro” che si cela in ognuno di loro. Nonostante qualche limite tecnico – comprensibile in un’opera prima a basso budget – Anania dimostra una discreta cura nei dettagli e nei movimenti di macchina, che risultano coinvolgenti e donano alla pellicola il giusto pathos da noir, differenziandola dal genere giallo più stereotipato.

Velitchka Musumeci