Voto

8

Le segmentazioni della società e delle classi, i supermercati e i parchi urbani, le strade affollate e poi deserte alla fine delle giornate lavorative sono i luoghi di ispirazione del terzo disco di Archy Marshall per il progetto King Krule. Man Alive! parla delle sensazioni di Marshall, delle sue abitudine reiterate e deleterie e delle nuove scialuppe di salvataggio, o presunte tali, a cui prova ad aggrapparsi. Questo è il suo disco più ansioso e crudo, dal quale emerge un sentimento nebuloso di abbandono causato da quella stessa realtà che al contempo lo ispira, ritrovandosi così a naufragare nel loop infinito dei propri pensieri, che sono poi il motore principale della sua sensibilità artistica fuori dal comune.

Rispetto al precedente album The OOz (2017) si registra un ritorno massiccio alla chitarra come strumento preferenziale, con una spiccata attitudine punk e dissonante nella prima parte della tracklist (Supermarché, Stoned Again, Comet Face), coerenti rispetto alle liriche disperate e stranianti. Il tema dell’amore sembra emergere, timido e incerto, come unica zattera di salvezza dal mare di depressione che viene descritto dai brani. La recente nuova esperienza di paternità e la relazione con Charlotte Patmore hanno sicuramente influenzato Perfecto Miserable, The Dream e soprattutto Underclass, che suona come uno dei pochi momenti di sollievo nell’intero disco. Al sentimento di abbandono è dedicato il sipario sul record, in cui risuonano potenti i versi “Please complete me/It must be the answer/Everything just seems to be numbness around/Why aren’t you near me? […] This place doesn’t move me” (Please Complete Thee).

Dalla televisione – primo tema introdotto da Cellular e connesso, così come quello del supermercato, all’alienazione provocata dalla tecnologia – fino alle nuove e timide prospettive dell’amore e della salvezza, gli argomenti affrontati da King Krule spiccano per l’originalità dell’approccio e le inquietanti conclusioni alle quali arrivano. Ecco perché Man Alive! è la conferma della speciale individualità di Archy Marshall, ormai garanzia di assoluto spessore artistico, musicale e lirico.

Riccardo Colombo