Voto

7

Negli ultimi anni poche band possono vantare una discografia tanto prolifica come gli australiani King Gizzard & The Lizard Wizard, che proprio quest’anno compiono dieci anni di carriera. E Chunky Shrapnel, l’ultimo disco pubblicato, sembrerebbe proprio il modo perfetto per festeggiare questo importante traguardo. Immerse nella dimensione live, ricorrente nelle ultime pubblicazioni, le 16 tracce dell’album sono degli estratti di concerti registrati durante il tour europeo, passato anche per Milano.

Presentato in contemporanea al documentario che racconta il dietro le quinte del tour, le cui vendite saranno devolute per aiutare l’Australia dopo i terribili incendi di gennaio, il disco realizza un insieme a incastro perfetto unendo suoni e atmosfere talvolta distanti fra loro; e il risultato è un lavoro curato nei minimi dettagli. Pur essendo un live-album infatti, i suoni sono chiari, gli elementi vocali sono pulitissimi così come i suoi risplendenti di chitarre e tastiere. Gioca poi un ruolo importante il mix, riuscendo a riportare il calore del pubblico in modo gradevole,  senza lasciarlo invadere lo spazio del suono, come spesso accade con i live-album. 

Quello che ammalia di questo disco, è soprattutto l’esecuzione dei brani: Wah Wah e Hell risultano migliori della versione studio, The River e Planet B sfruttano a pieno la carica psichedelica di suoni pre-registrati, e la lunga chiusura di A Brief History Of Planet Earth (registrata in quattro città diverse come una lunghissima jam session) rendono Chunky Shrapnel un live da non perdere per i fan dei King Gizzard & The Lizard Wizard, ma anche per gli amanti del genere.

Gabriel Carlevale