Voto

8

Dieci anni dopo l’uscita di Man On The Moon II: The Legend of Mr. Rager, Kid Cudi pubblica il terzo capitolo della serie MOTM. Con Man On The Moon III: The Chosen l’artista torna alle proprie origini, ripercorrendo le proprie lotte personali, alla ricerca di se stesso.

Dopo un breve intro, l’album si apre con Tequila Shots, traccia dove la voce dell’artista esprime quella consapevolezza sentita e ricercata anche nei precedenti lavori, resa però in questo progetto più caleidoscopica. In MOTM III, infatti, l’introspezione di Cudi appare cangiante, a volte cupa e malinconica, altre volte vivace e piena di fiducia per il futuro. Tra quello che l’artista pensa e dice, e il modo in cui lo esprime attraverso il songwriting, si crea un’intesa energica e sincera che carica ogni pezzo di emotività, grazie anche a una produzione più duttile rispetto alle versioni precedenti, che però non perde mai di consistenza. Come di consuetudine, Cudi trascende i confini di genere, dimostrando ancora una volta la sua spiccata versatilità. Risulta credibile anche in brani come Another Day, She Knows This e l’elettrizzante Show Out (feat. Skepta & Pop Smoke) che respirano l’aria di una new wave più disinteressata, portata dal rapper a un livello più alto. Le atmosfere ambient predominanti, eteree e armoniose, figurano magistralmente l’ennesimo e tormentato tentativo di allunaggio dell’artista: l’impetuoso bisogno di sbarazzarsi del suo alter ego malvagio, Mr. Rager. La fermezza dei beat hip-hop e il suo flow impeccabile danno l’impressione che l’artista abbia trovato il proprio baricentro, pur muovendosi in uno spazio esente dalla forza di gravità. Cudi vacilla tra ottimismo (The Pale Moonlight) e negatività (Sad People) mantenendo sempre come riserva un briciolo di speranza, una preghiera rivolta a Dio (The Void).

Kid Cudi è sbarcato sulla luna e ha posizionato la propria bandiera. Man On The Moon III: The Chosen rappresenta l’atto finale che chiude una delle saghe rap più influenti degli ultimi vent’anni: un piccolo passo per un uomo, un gigantesco balzo per la storia dell’hip-hop.

Deborah Cavanna