Voto

7

Primo disco in studio per la prodigiosa Kelela, che, a parte le innegabili qualità canore, dimostra una grande accuratezza nel progetto, tanto nei testi quanto nel loro accurato legame con le produzioni, tra cui si vanta la presenza di artisti del calibro di Arca.

Se a un primo ascolto Take Me Apart potrebbe sembrare una scopiazzatura di FKA Twigs – quando l’R&B incontra il genere elettronico –, in seguito ci si rende conto che il lavoro di Kelela si spoglia di molti fanatismi (che non sono un difetto per la Twigs) e scende a un livello più intimo e toccante. Apprezzatissima da colleghe del genere come Solange, Kelela rappresenta un filone piuttosto consistente dell’R&B, quello che tratta questioni legate alla donna e i suoi sentimenti.

Ma stavolta, più che un manifesto femminile, Take Me Apart è un racconto personale, segnato da un amore attraversato dalla sofferenza in tutte le sue sfaccettature. Abbandono e umiliazione segnano in maggioranza la tracklist, ma trentaquattro anni di vita sono abbastanza per voltare pagina e porre fine al dolore (Enough) con estrema lucidità: “We got back, it’s not the same / And I’m afraid to say it out loud” (Better). Un amore che Kelela sa quando proiettare in una dimensione più profonda e onirica, fino a trasformare un testo musicale in pura poesia (Jupiter), pur lasciando spazio a particolari piccanti (Truth or Dare). Che sia davvero la nuova promessa dell’R&B?

Anna Laura Tiberini

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