Voto

7

Il jazz nasce negli anni ‘20 come fenomeno sociale della cultura afroamericana. Dopo varie trasformazioni, dallo swing al free jazz, viene piano piano scomparendo nella sua forma pura per diventare contaminazione e spunto per altri generi: il funk, il soul e persino l’hip-hop.

Kamasi Washington, con il suo sassofono, torna in cantina per riscoprire quei suoni che buona parte del popolo del nuovo millennio aveva dimenticato, e lo fa così bene da renderlo nuovamente “alla moda”. A trentasei anni, dopo varie collaborazioni con artisti del calibro di Kendrick Lamar e un esordio letteralmente “epico”, viene incaricato dal Withney Museum di curare la parte musicale dell’esposizione della Biennale 2017, all’interno della quale sono esposte alcune opere della sorella.

Harmony of Difference non è soltanto un disco, è piuttosto un percorso a tappe brevi – dal ritmo più lento della prima traccia (Desire) a quello tropicale, con richiami alla Bossa Nova, di Integrityfino alla destinazione finale Truth: i 13 minuti conclusivi che sintetizzano tutto il lavoro e al tempo stesso lo arricchiscono, utilizzati come colonna sonora per il cortometraggio di A. G. Rojas.

Anna Laura Tiberini