Voto

5

In un famoso Uno contro tutti, registrato nel 1994, Carmelo Bene, dopo le continue illazioni pronunciate dal critico Guido Almansi, gli si rivolgeva dicendo “perché fai queste cose?”. Venticinque anni dopo esce Lorenzo sulla Luna, e torna subito in mente quel celebre scontro televisivo.

Reduce dal successo di del Jova Beach Party Tour, ecco arrivare nei negozi l’ultimo lavoro in studio, un concept album realizzato nell’anno del cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla Luna: l’autore re-interpreta celebri brani della nostra musica con riferimenti al misterioso satellite della Terra, aggiungendovi due nuovi brani scritti da lui. Notte di Luna calante, uno dei capolavori di Modugno, è il momento migliore dell’album: concede una seconda vita al brano e riprende certe atmosfere alla Brian Wilson e a sonorità lo-fi care a tanti autori dell’ultimo decennio del Novecento.

Oltre questo, francamente, c’è poco da aggiungere: gli iconici brani di Ornella Vanoni, Buscaglione, Gianni Togni e Fossati non guadagnano nulla, anzi, in alcuni casi offuscano quel dolce ricordo che avevamo di loro, per non parlare de L’Ultima Luna del compianto Lucio Dalla. Siamo ormai abituati a vedere Jovanotti dappertutto, terrorizzato, come gli altri della sua generazione, all’idea di perdere il proprio posto nella discografia italiana. Ma qualche volta fare un passo indietro è la scelta più efficace, e Lorenzo sulla Luna ne è la prova.

Gabriel Carlevale