Voto

6.5

“Sventurata la terra che ha bisogno di eroi”, diceva Bertolt Brecht. Allora l’Inghilterra può dormire sonni tranquilli, perché a vegliare su di lei c’è lo strampalato Rowan Atkinson, alle prese con la sua terza missione nei panni dell’improbabile agente segreto Johnny English.

Il regista David Kerr costruisce un film che riesce a essere più di un mero collage di gag e gioca con gli stilemi del cinema d’azione regalando spettacolari establishing shot e discrete scene d’azione. Se il ritmo a volte si fa un po’ fiacco, ci pensano gli interpreti a regalare brio e divertimento; merito soprattutto del physique du role di Atkinson, ma anche dei comprimari, tra cui Emma Thompson nei panni di un originale Primo Ministro sull’orlo di una crisi di nervi.

Il valore aggiunto è la sceneggiatura firmata da William Davies, che sfrutta fino in fondo ogni situazione per dare via libera alla comicità del suo personaggio principale e prendersi gioco del machismo di Bond, ormai del tutto anacronistico in un presente che non è più quello “dell’uomo che non deve chiedere mai”.

Francesco Cirica