Voto

7.5

Un trip-hop onirico e testi evocativi: Eternally Even è il secondo disco solista interpretato dal sempre più cangiante Jim James. Tematiche attuali, come quella attinente al decorso politico da poco terminato, fanno da sfondo a un ambiente permeato da sonorità tipiche dell’elettronica e da vocali che si avvicinano all’ideologia della black music.

Passaggi puramente strumentali collegano tra loro le varie tracce, che lentamente srotolano l’intero fil rouge del disco. Ma la vera chiave di volta per la scoperta di Eternally Even risiede nella giustapposizione dei vocali interpretati magistralmente da James, che si dimostra adatto a svariati registri: esempio lampante è True Nature, le cui  sfumature funk analizzano passo dopo passo la natura estetica dell’animo del cantante. Differente è la resa di We Ain’t Getting Any Younger Pt. 1  e We Ain’t Getting Any Younger Pt. 2, due facce della stessa medaglia dedite alla rappresentazione onirica di un ambiente permeato da synth e da linee di chitarra e di basso.

Eternally Even si muove all’interno di un campo minato dove è facile cadere nell’errore, ma, grazie all’accurata tecnica di James, il disco non scade mai nel banale e risulta una composizione di facile ascolto e dalle sonorità distensive.

Sabino Forte