Voto

7

Giunta al quarto album in studio, Jenny Lewis decide di non stravolgere le poche ma chiare caratteristiche che l’hanno resa una delle icone della scena indie rock californiana: un songwriting solido e un parterre di collaboratori d’eccezione che include Beck, Ryan Adams – recentemente accusato di molestie –, Ringo Starr, Don Was e il batterista Jim Keltner. On The Line si sviluppa su arrangiamenti dal retrogusto anni ‘70, riproponendo una formula vincente a metà tra il sound dei Fleetwood Mac e di Carole King, in voga tra molti artisti contemporanei, da Father John Misty a Lana Del Rey.

Tra le undici tracce spiccano i tre brani prodotti da Beck: Do-Si-Do, in cui sono riconoscibili le influenze ‘90s del produttore, e Little White Dove, che spazia sapientemente dal funk alla Prince e linee vocali in stile Stevie Nicks. Il picco più alto dell’album, però, si posiziona al secondo posto della tracklist: Wasted Youth è una delle ballate più nichiliste e riuscite della discografia di Ms. Lewis (“I wasted my youth/On a poppy/Just for fun”).

Christopher Lobraico