Voto

7

Automaton cerca di rivedere gli stilemi che hanno caratterizzato il percorso della band londinese tramite l’apporto di espedienti di matrice elettronica: synth e casse dritte dominano il disco, ripescando sonorità che si rifanno ai Daft Punk o al maestro dell’elettronica Giorgio Moroder, le quali si amalgamano con omogeneità al groove dettato dalle linee di basso, marchio di fabbrica dei Jamiroquai (Nights Out In The Jungle). Ma sono molteplici i brani che meritano di essere citati: da Automaton, titletrack che ha il difficile compito d’introdurre l’ascoltatore alle nuove scelte stilistiche del gruppo, fino a Hot Property, omaggio alla disco music con particolare riferimento agli Chic di Nile Rodgers.

Automaton rappresenta il tentativo di un rinnovo, tematico ma anche stilistico, di un’evoluzione del sound dei Jamiroquai, che mai smetteranno di stupire.

Sabino Forte