Voto

8

Sono passati tre anni da The Colour in Anything (2016), ma James Blake non ha mai smesso di farsi vedere negli studi più in vista del momento. La produzione per Kendrick Lamar, l’apparizione in Love What Survives (2017) dei Mount Kimbie e diverse altre collaborazioni hanno ulteriormente ampliato gli orizzonti del suo sguardo musicaleAssume Form, uscito lo scorso 18 gennaio, è la risultante di questo percorso: un disco fluido ed elaborato che ospita featuring con artisti del calibro di Travis Scott, Metro Boomin e André 3000, senza far mancare le sue tipiche sonorità avvolgenti, accompagnate da una componente ritmica più contemporanea.

Il brano d’esordio apre l’album con le successioni armoniche al piano tipiche di Blake, unite a un incalzante ritmo elettronico e imprevedibile. Non si fanno attendere i featuring più caldi: Travis Scott fa esplodere Mile High sullo sfondo di un beat trap, insieme a Metro Boomin che compare anche nella successiva Tell Them, incentrata su un ripetitivo ritornello dalle sonorità arabeggiati. In Barefoot in The Park, Blake rivisita il beat latino insieme alla cantante Rosalía, affidando invece a raffinate campionature la vibe retrò di Can’t Believe The Way We Flow e I’ll Come Too. Sul beat di Where’s The Catch? si scatena la verve di André 3000. Il sipario viene infine affidato al dolce lento Don’t Miss It – unico singolo anticipatore del disco – e all’eco riverberata dell’atipica ninna nanna Lullaby For My Insomniac.

Assume Form ribadisce le qualità di songwriter di Blake e la sua lungimirante capacità di anticipare le sonorità: l’ennesimo lavoro organico e personale.

Riccardo Colombo