Voto

7

I singoli rilasciati in questi mesi avevano contribuito a creare un’attesa non comune per una così giovane cantautrice. E l’ascolto non ha disatteso le aspettative: Jade Bird è una delle nuove promesse femminili della scena indie e folk internazionale, alla pari di colleghe come Fazerdaze, Frankie Cosmos e Snail Mail.

In poco più di trenta minuti, le 12 tracce dell’album raccontano l’universo della ventunenne britannica, in un vortice di emozioni espresse con una precisione e intensità disarmanti. Nella continua alternanza tra pop, rock e folk di matrice statunitense emergono gli echi delle eroine musicali dell’ultimo quarantennio, da Carole King a Joni Mitchell, senza dimenticare la prima Alanis Morrissette. La forza del disco sta tutta nellaa scelta di attualizzare questi stili con una voce potente, che emerge con forza fin dall’apertura di Ruins, la cui struttura acustica fa da cornice a un racconto di grande intensità. Lo stesso vale per i temi affrontati da My Motto, con la sua intro piano e voce, e con il singolo Uh Huh, che esplode con una chitarra d’acciaio ben adagiata sulla più classica delle ritmiche folk-rock.

La chiusura di If I Die manifesta le molteplici anime dell’opera, tappa di un percorso preciso, lungo il quale le emozioni vengono lasciate andare a piccole dosi e con una maturità musicale che permette di spaziare tra diversi generi e toni senza mai scivolare.

Gabriel Carlevale