Voto

7

Trasposizione cinematografica del romanzo di Stephen King, It di Andrés Muschietti ha tutto ciò che serve per renderlo il blockbuster horror dell’anno.

Già l’omonima miniserie televisiva degli anni ’90 aveva avuto un successo tale da fissarsi nell’immaginario collettivo per anni. Muschietti conferisce però alla storia un nuovo valore grazie al lavoro della fotografia, capace di creare suspense anche quando non c’è in realtà nulla da temere, e a una regia che supporta al meglio la scelta della sceneggiatura di trasporre nel modo il più lineare possibile un plot piuttosto complesso (visto il grande sostrato concettuale che permeava nel romanzo di King).

Il giovane Bill Skarsgård (nei panni del pagliaccio Pennywise) dimostra un certo feeling con il genere, grazie anche alla cura estetica nella costruzione del personaggio, fin nei minimi dettagli, nonostante il trucco e il costume si discostino leggermente dal protagonista originale.

Il regista argentino segue la strada non poco tortuosa degli slasher adolescenziali, horror movie dalla trama piuttosto comune che, a partire dagli anni ’70, hanno terrorizzato spettatori di ogni età. La forza di Muschietti è stata proprio quella di fondere tematiche “tradizionali” con uno stile cinematografico molto innovativo.

Mattia Migliarino

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