Voto

7.5

It Follows di Robert Mitchell si può definire un horror contro-convenzionale: non c’è “qualcosa” in un’unica forma da cui scappare, né i soliti cliché che fanno sobbalzare lo spettatore in ogni momento; il male si presenta continuamente in forme e luoghi diversi senza uno schema prestabilito. Come affermato dal regista stesso, infatti, la struttura portante della pellicola è legata a un suo sogno ricorrente che, ironia della sorte, lo perseguitava.

Lungometraggio a basso budget (da film indipendente) e dalla trama molto semplice, It Follows viene potenziato dalla fotografia di Michael Gloulakis, tanto accurata quanto insolita per un film di questo tipo, e dalla protagonista. Jay (Maika Monroe), lontana dai piatti canoni della bella e sexy scream queen, crea infatti una forte empatia con lo spettatore grazie alla sua candida semplicità. Vero e proprio elemento drammaturgico, senza il quale la pellicola non avrebbe lo stesso effetto, è la colonna sonora del compositore newyorkese Disasterpeace, che con la sua musica elettronica alimenta la tensione e il terrore dell’ignota minaccia a cui i protagonisti sono sottoposti.

Ma It Follows è anche la prova che la regola d’oro del cinema horror rimane sempre la stessa: chi si abbandona al sesso è destinato alla morte; si pensi a Halloween di John Carpenter (1978). Il regista è così riuscito a filtrare il meglio della tradizione dei film horror aggiungendo alla messa in scena qualcosa di nuovo per stile, passione ed energia.

Ventata d’aria fresca nel cinema horror, It Follows lancia Robert Mitchell nell’alto del panorama cinematografico etichettandolo come vera promessa del genere, e non solo.

Mattia Migliarino