Silvia Cesana, in arte Sissi, è un’artista originaria di Erba, classe 1999. I suoi primi tre singoli (Sento, Versus e Per Farti Paura) in distribuzione per Sugar Music sprigionano vibe intense nate da una passione presente in lei fin da piccola. La voce di Sissi è capace di proiettare chi la ascolta in un mondo dove non esiste troppa artificiosità, ma un talento ben visibile che emerge dal suo personale sound R&B/soul. Abbiamo deciso di fare una chiacchierata insieme a lei, immergersi nel suo universo per farci spiegare com’è nato questo suo grande amore per la musica.

Sei giovanissima e hai firmato il tuo primo contratto discografico con la Sugar Music. Com’è nata questa tua passione per il canto?
Già da piccolissima ascoltavo mia zia che cantava tanto e aveva una bellissima voce; inoltre, ascoltavo parecchi dischi afro-americani, musica soul/R&B che piaceva non solo a lei, ma anche ai miei genitori. Mi sono avvicinata un sacco a quei generi e la voce è sempre stata l’elemento su cui mi sono focalizzata di più rispetto al resto. Ricordo che un giorno mia zia aveva messo un album di Amy Winehouse e quando ho sentito il suo timbro vocale sono rimasta stupita, da lì mi è scattato qualcosa. Quindi direi che è un po’ grazie a mia zia che ascoltava tanta musica che mi ha sempre accompagnata durante la crescita e tuttora è così, infatti ci sono ancora affezionata. Ciò che mi ha fatta avvicinare tanto alla musica e alla sua concezione deriva dagli accordi, dalle varie transizioni, dalle settime, dalle none e da tutti quegli accordi magici. Ti racconto un aneddoto: alle elementari quando la maestra fece provare a tutti un brano da cantare ricordo che mi assegnò un pezzo da solista e questo mi diede l’input. Poi, mano a mano ho iniziato un po’ a scrivere, a suonare il piano e un giorno ho cantato a una sorta di festival tra gli intermezzi musicali delle premiazioni: tra il pubblico c’era Caterina Caselli, fondatrice di Sugar, che mi propose di fare un provino. Successivamente per circa due anni ho lavorato ai miei pezzi, sono andata a fare il provino e mi hanno presa.

Come si è evoluta la tua carriera musicale dopo le esperienze di X-Factor (2019) e a Sanremo Giovani l’anno scorso?
Premetto che prima di X-Factor scrivevo ancora canzoni in inglese: per me era più semplice dal momento che facevo un po’ fatica ad esprimermi con l’italiano. Purtroppo, però, non vennero tanto considerati all’epoca. Inoltre, ricordo che anche la mia etichetta mi fece notare che era necessario fare lo switch all’italiano. Ho vissuto un periodo in cui ho riflettuto tanto e non sapevo bene cosa fare del mio percorso artistico, mi sentivo molto sola e anche insicura, perciò mi sono convinta di provare a partecipare a X-Factor portando delle cover solo per divertirmi e mettermi in gioco senza troppe aspettative. Dopo il programma è cambiato tutto perché tanti artisti hanno iniziato a considerarmi di più, a scrivermi, a volere lavorare con me o anche, semplicemente, conoscermi per la mia voce. Da lì sono cresciuta davvero tanto musicalmente e ho iniziato a fare le sessions, ad andare in studio, a scrivere i miei testi in maniera più elaborata cercando sempre di capire quali fossero i suoni e gli accordi più giusti per me. Inoltre, conoscendo Giorgio Miccolupi (dNoise), Davide Fanelli (Logos.Lux) e Martino Consigli (IRBIS37) è cambiato tutto, perché loro avendo una prospettiva più completa della musica mi hanno aiutata sotto molti aspetti. Con loro ho trovato il mio mondo e mi sono subito trovata a mio agio.

Silvia Violante Rouge

Il tuo ultimo singolo Per Farti Paura (2020) è stato un assaggio di un progetto a cui stai lavorando, giusto?
Assolutamente sì, è stato l’inizio del mio progetto vero e l’input che mi ha fatto capire cosa volessi musicalmente da un mio eventuale EP. Infatti, vorrei far uscire un EP stilisticamente simile a Per Farti Paura, improntato su un mood acustico con strumenti veri e molto più scarno a livello di produzione: semplice ma curato, perché non mi reputo una persona che ama particolarmente le sovrastrutture. Penso che la mia voce si adatti molto meglio a sonorità più acustiche come se stessi cantando live, ed è dall’estate scorsa che ho captato quest’impronta più matura. Per me nella musica è importante esprimere ciò che sento e Per farti paura mi ha permesso di esprimermi come volevo.

Oltre alla musica che cosa ti appassiona?
Mi appassiona nuotare e fare sub. Fare le immersioni mi dà quasi la stessa energia della musica, mi fa sentire molto libera perché stando sott’acqua sento meglio il mio respiro e apprezzo il silenzio che regna. Mi piace osservare la superficie dell’acqua dagli abissi ed è una cosa che ricerco ogni volta che vado al mare: mi fa sentire davvero leggera sentire il mio corpo che fluttua nell’acqua. Per me il mare e la musica sono due cose importantissime.

Ci sono cantanti o brani in particolare che ti ispirano e ti aiutano a creare nuova musica ultimamente?
Sì, da sempre ascolto Frank Ocean perché mi ha ispirata tanto e per me è l’artista contemporaneo migliore. Ascolto ancora molto Amy Winehouse. Recentemente, ho scoperto Pi’erre Bourne (produttore di Playboi Carti) e ho adorato il suo ultimo progetto che considero un vero e proprio viaggio. Inoltre, ascolto spesso l’indie più intimista e riflessivo. Insomma, tutti generi molto diversi tra loro. Forse l’unico genere che non riuscirò mai ad apprezzare sarà il punk-rock, però tutto ciò che è chill o che rappresenta un mood estivo dai suoni caldi è nelle mie corde e lo riproduco nei miei pezzi. Un’altra cosa che ascolto da sempre è stata l’ondata di pezzi prodotti con Stevie Wonder, The Temptation, Marvin Gaye, Etta James e tutta quella wave che va dagli anni ‘50 ai ‘70. Pensandoci, i giri che usavano prima sono gli stessi che stanno tornando in voga tra gli artisti emergenti. Anche Venerus è riuscito a riprendere certe sonorità rendendole contemporanee.

Se dovessi scegliere tre artisti, con chi ti piacerebbe collaborare in futuro?
Mi piacerebbe tanto collaborare con KAYTRANADA e con FKJ perché in loro vedo dei musicisti veri e propri e apprezzo le loro armonie. Inoltre, con Tirzah che è una ragazza inglese al momento poco conosciuta e che come genere si approccia alla musica chill con linee melodiche che fanno venire in mente armonie arabe. I suoi pezzi non hanno una reale struttura, poiché sono uno stream of consciousness.

Giulia Di Martino