Due anni dopo aver scambiato alcune idee sui suoi progetti abbiamo ritrovato un artista diverso, ma sempre più motivato a esprimersi attraverso la musica. Lvca ci ha raccontato di aver sfruttato questo lungo periodo di pandemia cercando di sconfiggere alcune paure e, al tempo stesso, di mantenere una certa perseveranza nel realizzare i suoi obiettivi tentando anche di imparare nuove skill, come suonare il piano.

Come ti sei evoluto finora a livello professionale e personale? Hai raggiunto più consapevolezze rispetto alla musica che realizzi?
A livello personale in questo momento mi sto laureando, quindi ho un ulteriore obiettivo che spero di raggiungere a breve; mentre a livello professionale, data la situazione, ho iniziato anche un po’ lavorare oltre che a farlo con la musica e spero quest’estate di poter fare i concerti. Dal punto di vista musicale ci siamo un po’ evoluti e abbiamo implementato un po’ le diverse abilità che avevamo sempre restando con il progetto attivo.

S.E.N.T.I è il tuo ultimo EP, pubblicato il 30 aprile scorso, in cui racconti te stesso in maniera fluida pur mantenendo una forte carica emotiva. La particolarità che contraddistingue i tuoi testi riguarda la presenza di profondi flussi di coscienza in cui le parole si intrecciano fra di loro con una leggerezza quasi impalpabile. Da cosa deriva questa modalità di scrittura e di espressione?
A me è sempre piaciuto leggere e scrivere, a volte mentre leggevo i libri scrivevo sopra le pagine correggendo delle parti; perciò diciamo che questa modalità nasce proprio dalle letture più che dalla musica che ascolto. In alcuni pezzi, inoltre, ho avuto anche un approccio un po’ più evocativo come in Lvca non esiste in cui ho parlato di me in terza persona e questo è nato un po’ leggendo Il vecchio e il mare che narra la storia di quest’uomo raccontata da lui in terza persona con un occhio esterno che alla fine è il suo.

Quella con Micol è l’unica collaborazione dell’EP. Com’è nato La città?
Avevamo degli amici in comune e lei era fan del progetto, per questo ho voluto includerla, anche perché ci serviva una voce femminile e quando glielo abbiamo proposto (insieme al mio produttore) lei è stata molto felice di aiutarci. Quindi, si può dire che questo brano è nato per volontà di inserirla all’interno del mio progetto dopo aver provato a sentire anche altre persone, ma quella più adatta secondo me doveva essere lei.

Dopo aver concretizzato il tuo ultimo EP, quanto è stato curativo il processo creativo di S.E.N.T.I? Ti sei sentito liberato dalle difficoltà o dai pesi del passato che sentivi di avere sulle spalle sin da bambino?
Sì, anche perché il mio progetto non segue una linea precisa non essendo un album, bensì un EP che ho voluto pubblicare visto che non rilasciavo nulla da un po’. Ho voluto farlo uscire così, anche se sono pezzi abbastanza vecchi nonostante non si senta, e questo è un po’ un punto di forza. Alla fine faccio musica per esprimermi e migliorarmi, per liberarmi in un certo verso.

Quali sono le tue maggiori influenze?
Se mi avessi posto questa domanda un paio di anni fa avrei elencato gli artisti e i generi, ma ormai direi un mix di influenze. Attualmente, per esempio, ascolto tantissima musica classica essendo invogliato a suonare il pianoforte. Ascolto ancora rap o cantautorato, però principalmente ciò che ascolto quando sono da solo o anche in camera quando studio sono opere oppure fantasie di artisti del passato che sono deceduti. Un artista che apprezzo molto è Einaudi, lo considero un personaggio che ha innovato l’uso di uno strumento come pochi hanno fatto.

Oltre alla musica, che cosa riempie le tue giornate?
In questo anno e mezzo non c’è stato nulla di paragonabile alla musica per me. Prima avevo iniziato a suonare il piano e, nonostante non abbia mai pensato di farlo, mi piace molto la recitazione in ambito cinematografico. Abbiamo girato un cortometraggio con una casa di produzione e, anche se non sono un attore, ho voluto sperimentare a 360º quello che voglio esprimere. Poi, nonostante io avessi sempre avuto la fobia dei cavalli, ho iniziato a fare equitazione esorcizzandone la paura.

Giulia Di Martino