Ha 16 anni e arriva da Vicenza, ma sta già solcando i palchi milanesi. La giovanissima Madame conta due singoli all’attivo, Anna e Sciccherie, con i quali ha attirato non poche attenzioni da parte di media, produttori, ed etichette. Tra le giornate sui banchi di scuola e la difficile gestione del tempo, dividendosi tra compiti e prove in studio, le abbiamo chiesto di parlarci un po’ di lei e del suo mondo.

Sei ancora al liceo e hai già una fama notevole, tanto che di recente hai aperto uno showcase di Ghali. Come, quando e perché hai iniziato a fare musica?
La musica mi ha sempre affascinato, tanto da essermici voluta buttare dentro fino in fondo, e per le persone tanto sensibili (quale sono) è una bella sfida.

E poi il successo: com’è arrivato?
Il successo non è mai arrivato, per me successo è tutt’altro. Naturalmente qualcosa sta cambiando, ma siamo ancora nella fase embrionale.

Siamo curiosi: come si svolge una tua giornata tipo?
Bella domanda! La mattina arrivo a scuola puntualmente in ritardo, torno a casa, dormo, mangio, studio. Alle 19.00 iniziano le prime chiamate, dall’A&R, dal produttore, dall’artista interessato al mio progetto; e si finisce di decidere e discutere per mezzanotte, di solito. Aspetto con ansia il venerdì perché so che dovrò andare a Milano a lavorare “dal vivo”; così, tra mille corse, mille colloqui, metro perse e tonnellate di prodotti musicali portati a termine o iniziati, comincio a vivere come vorrei e, quello che dovrebbe essere lavoro, alla fine, per me è un succo concentrato di vita. L’amarezza del ritorno a Vicenza è la sfida più dura da affrontare…

Comunichi i tuoi contenuti tramite Instagram, una piattaforma utilissima per fare arrivare a un gran numero di persone non solo la tua musica, ma anche le tue battaglie, come quella che recentemente stai portando avanti in merito al cambiamento climatico. Appartieni alla generazione Z (i nati tra 1997 e il 2010), che è stata segnata da un rapporto con i social media radicalmente diverso da quello instaurato dai Millenial – per non parlare delle generazioni ancora precedenti. Ci parli del modo in cui vivi e usi i social network da un punto di vista privato e professionale? Vedi dei lati d’ombra in questa società iper mediale in cui viviamo?
Io purtroppo uso molto i social perché mi collegano inevitabilmente al mio obbiettivo, che chiamerò Dimensione Milano Musica (DMM). Posso dire di aver sviluppato una dipendenza da social media, senza i quali mi sentirei fuori dalla mia DMM e quindi fuori dal mio habitat naturale. Ognuno si costruisce un mondo virtuale perché per un motivo o per l’altro quello materiale non lo soddisfa, o peggio, a volte lo sopprime. Il lato d’ombra è forse la velocità, che ti fa arrivare prima, certo, ma ti fa anche sbagliare, e dopo uno schianto a 150 km/h sono poche le possibilità di uscirne intatti; non sarebbe così ai 10km/h. Poi, un altro punto affrontabile è quello dell’atteggiamento superficiale con cui viene affrontata ogni situazione.

Come ti rapporti con i fan sui social network? E con i tuoi hater? Come reagisci a entrambi?
Con i fan ho un bel rapporto, bene o male sono intelligenti e mi fa piacere non essere seguita da asini. Di hater ce ne sono ancora pochi: comunque sono una donna e amo litigare, aspetto con ansia belle discussioni, anche pubbliche.

Giovanissima (classe 2002) e donna, due attributi che da sempre rendono difficile l’inserimento nel mondo della musica, soprattutto nel sistema italiano e, ancora di più, nel contesto rap. Qual è la tua opinione a riguardo? Credi che piano piano le cose stiano cambiando o che sia necessario sviluppare un istinto di sopravvivenza per muoversi in un mondo di squali?
Non ho un’opinione in proposito, semplicemente lo voglio con tutta me stessa e ce la sto facendo. Sono consapevole dei rischi che si corrono in questo mondo, per questo sto togliendo e aggiungendo giorno dopo giorno persone al mio team. Sto smussando gli spigoli più vivi e sto cercando di ridurre la possibilità di fallimento nel caso volessi osare al 101% (cosa che farò), con un team troppo giovane o troppo normale non si può lavorare. La mia è una squadra di tante età diverse, maschi e femmine, ognuno pazzo a modo suo.

Ti etichettano come rapper, ma il tuo è un genere incatalogabile, un vero e proprio “stile Madame”. Hai una voce notevole e un ottimo ritmo, che matcha benissimo con le produzioni, sempre molto interessanti. Quali sono le tue influenze musicali?
Mi influenza musicalmente anche il cigolio di una porta, principalmente ascolto Michael Jackson, Rkomi, Izi, Ghali, The weeknd.

E per la scrittura, quali sono i tuoi riferimenti?
De Andrè, Dante e Montale.

Il tuo primo singolo si intitola Anna. Chi è Anna?
Non dirò chi è Anna… forse prima di morire.

A un primo ascolto il testo di Sciccherie – il tuo secondo singolo – a tratti è quasi incomprensibile per l’intenso uso di neologismi, a partire dal titolo. Che cosa significa “schiccherie”? Come è nato?
Li ho creati canticchiandomi in testa “sciccherie”, “si che è li eh” e niente, in otto minuti è nata la mia bimba. E fatalità aveva un bel significato. Le sciccherie sono piccole dipendenze di tutti i giorni.

Chiudiamo con un classicone: progetti futuri?
Vi tengo sulle spine.  Un saluto a voi e tutti i vostri lettori!

Anna Laura Tiberini