Voto

7

In Italia un bambino ogni cento soffre di un disturbo dello spettro autistico. Al cinema molti personaggi hanno incarnato questa condizione, basti pensare a Sheldon Cooper di The Big Bang Theory, e l’ultima opera di Alessandro Capitani In viaggio con Adele (2018) parla proprio di questo.

Al primo lungometraggio della propria carriera, dopo aver conquistato il David di Donatello nel 2016 con il cortometraggio Bellissimache avevamo visto in anteprima allo Sguardi Altrove Film Festival –, Capitani convince pubblico e critica con una storia sulla diversità e sul rapporto padre e figlia che sa toccare le corde giuste. Il film segue le vicende di Adele (Sara Serraiocco), una ragazza affetta dalla sindrome di Asperger che dopo la morte della madre sarà affidata a suo padre Aldo (Alessandro Haber), un attore di teatro legato alla propria agente da un’amicizia e qualcosa di più.

Il regista toscano gioca bene le sue carte e mette insieme un ottimo cast per trattare un tema delicato in modo commovente, ma senza stancare o appesantire gli spettatori. Anche se a tratti sembra trattenersi dall’approfondire l’indagine su una sindrome così complessa, Capitani rappresenta con grande sensibilità il rapporto tra Adele e Aldo, allineando la macchina da presa con il punto di vista del genitore, che come qualsiasi altro genitore si trova in difficoltà in una simile situazione. La colonna sonora composta da Michele Braga (già collaboratore di film come Dogman e Lo chiamavano Jeeg Robot)  riesce in più occasioni a dare pregnanza alle immagini, a loro volta rese calde e vibranti dal direttore della fotografia Massimiliano Kuveiller.

Presentato come pre-apertura alla Festa del Cinema di Roma gli scorsi giorni, In viaggio con Adele è un road movie riuscito, che fa del viaggio un mezzo necessarioai due protagonisti per crescere, cambiare e legarsi sempre di più tra loro.

Mattia Migliarino

Potrebbero interessarti: