Le Ninfee di Monet. Un incantesimo di acqua e luce prosegue il progetto di Nexo Digital “La grande arte al cinema” e ambire al replicare il successo cinematografico raggiunto da Loving Vincent (2017). L’intenzione del regista Giovanni Troilo e dello sceneggiatore Giorgio D’Introno è chiara sin dal primo frame: offrire allo spettatore un godimento visivo che, concentrato il 90 minuti, confermi il ruolo eminente rivestito da uno dei più grandi artisti dell’Impressionismo francese. Tele brillanti e colori iridescenti trasmettono un continuo sfarfallio visivo che replica quella stessa rifrazione luminosa ricercata dal pittore.

Inseguendo l’ossessione di Claude Monet per le acque della Senna e per i laghetti artificiali, il docu-film percorre in barca le anse del fiume francese alla ricerca delle ispirazioni, dei colori e delle piante acquatiche che il pittore trasferì sulla tela, ignaro di aver già profetizzato l’avvento dell’InformaleLa ricostruzione storiografica del personaggio assume un taglio curioso: tralasciando i dossier più classici e i gossip più chiacchierati, il film intreccia l’arte di Monet alla politica grazie all’amicizia che lo legava a Georges Clemenceau, Primo Ministro francese all’alba della prima guerra mondiale. Benché immersi in un clima politico destabilizzante e oltremodo esplosivo, Monet e Clemenceau si ritagliarono il loro spazio vitale nel giardino di Giverny, in alta Normandia, un angolo di paradiso che guardava alle atmosfere zen giapponesi, tanto in voga nella Parigi fin de siècle.

Al pari delle pennellate veloci e precise dell’artista francese, la regia di Troilo si serve dell’accompagnamento narrativo di Elisa Lasowski per assemblare una danza visiva e articolata, un movimento morbido e sinuoso che trasmette allo spettatore serenità e pace. Interrompono le idilliache riprese della campagna francese gli interventi appassionati di Ross King, storico e scrittore, e di Claire Hélène Marron, la giardiniera della Fondation Monet, le cui dichiarazioni motivano le riprese d’epoca.

Ma la punta di diamante de Le Ninfee di Monet è la maestria con cui Troilo decide di presentare la Grand Décoration, l’opera più conosciuta del maestro francese: i voli pindarici nelle musiche di Remo Anzovino fanno da contraltare alle tele del Musée de l’Orangerie, in un rimando di attese, risposte e puntate che indagano l’ultimo trentennio di studio di Monet.

Agnese Lovecchio

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